Quest’Agosto a Roma tra follie diurne e notturne

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Sembra proprio che i romani si siano abituati al caldo torrido e alle follie che provoca. Così dalle prime ore del mattino tornano ad interrogarsi sul fatto che la città si sia più o meno svuotata. “Ma quale svuotata? – borbotta Michele mentre prepara caffè e cappuccini in zona San Giovanni – so’ rimasti tutti qui. So’ partiti solo quelli gagliardi con cui parlavo di calcio. In giro ci sono solo i matti”. “E’ proprio così – esclama una elegante signora che ha passato l’ottantina – pensi che mio figlio m’ha detto di rimanere in casa, perché comunque ho tutto il nécessaire nel frigidaire come in dispensa, e poi ho la badante e la portiera sempre a disposizione. Mio figlio ripete sempre quello che diceva la buonanima di mio marito: ‘ad agosto s’aggirano solo i matti impavidi della canicola, li liberano tutti per le ferie’. Ricordo certi matti storici da sempre”. Il sole picchia, e sembra non interessi granché a “M’hanno ammazzato er pupo”, indisturbata continua a lanciare il bambolotto sozzo d’asfalto e marciapiede sotto le ruote delle auto: urla “M’hanno ammazzato er pupo”, la vettura frena e tutto lo spavento finisce in un respiro di sollievo quando all’evidenza è solo una vecchia bambola di gomma. Intanto la matta sghignazza, pensando in cuor suo “t’ho fregato anche sta’ volta…”. Si narra che un giorno si sia imbattuta in una poco magnanima auto blu, così è scattato il trattamento sanitario obbligatorio.

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Non tutti i matti sono altrettanto celebri. Alla fermata del tram di via Emanuele Filiberto in tanti hanno preferito sciogliersi al sole, piuttosto che aspettare in compagnia d’un signore scalzo, provato dall’aver dormito sotto i portici di Piazza Vittorio, che sollevandosi la maglietta emetteva l’urlo di Tarzan. Il più solerte tra gli astanti ha ben pensato di fermare una pattuglia della Polizia di Roma Capitale. Gli agenti hanno levato le mani al cielo esclamando “non possiamo farci nulla”. Più lapidaria la risposta data a quelli che chiedevano l’intervento per tre giovani di colore che percorrevano Via Cilicia coperti solo da una camicia, ed evidentemente sprovvisti di biancheria intima e pantaloni. “Avete fatto na’ foto?” domandava il vigile che, difronte agli sguardi sbigottiti, rincarava “postatela su Facebook”. Solo una pattuglia dei Carabinieri ha tentato d’identificare gli attori di queste esibizioni.

Alt text FollieOltrepassata la mezza, la vita capitolina scivola velocemente verso il crepuscolo. Qui le tinte virano dal folle all’inquietante. La ricerca di forti emozioni infesta più d’un locale nei pressi di Castel Sant’Angelo, e perché lì c’erano tante prigioni ed in tanti son passati a miglior vita con modalità poco cristiane. “Le loro anime s’aggirano per questi palazzi” ci dice una tipa. Mentre una signora che ha passato la sessantina c’invita ad andare ad aspettare il Demonio ed una scellerata di casa Pamphili sotto l’arco che conduce al Gianicolo. A questo punto è lecito chiedersi se non siano da preferire gli innocui pazzi diurni. Già, non dimentichiamo che da quando è sparito il bar I Professionisti gli storici “sola” di Roma non hanno più un ufficio: un bel tavolino di bar dove attrarre clienti a cui vendere “appartamenti sulla carta”. Anche questo fa parte del fascino della città Eterna.

Articolo a cura di Ruggiero Capone

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Quest’Agosto a Roma tra follie diurne e notturne ultima modifica: 2017-08-10T13:28:57+00:00 da Cristiano Morelli