ASTRONOMICA: “DON’T LOOK UP” di Francesco Morini – Target Lab Ets

a proposito della La cometa Tsuchinan-ATLAS

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Cometa Tsuchinan - ATLAS fotografia copyright di Francesco Morini

Astronomica

     Nuovo appuntamento con la rubrica  Astronomica” a cura di Francesco Morini Ph Alessandro Lisci Ph– Target Lab Ets, dedicata alla fotografia astronomica e aperta ai contributi del pubblico e degli appassionati.

      Seguite “Astronomica” e partecipate con le vostre proposte e contributi in quanto è una rubrica che evolverà nel tempo, portando alla luce le storie straordinarie che si nascondono dietro ogni scatto fotografico. Restate sintonizzati per ulteriori articoli, interviste e approfondimenti che alimenteranno il discussione sulla fotografia e sulla narrazione visiva.

     Nell’augurarvi buona lettura vi anticipiamo che Francesco Morini e Mita Medici animeranno un salotto fotografico dedicato al “Tempo T” durante il salotto fotografico di mercoledì 10 settembre ore 18.00, presso Lettere Caffè, via di San Francesco a Ripa 101 – Trastevere organizzato da Target Lab Ets.

Alessandro Lisci – Presidente di Target Lab Ets

inviate le vostre proposte di pubblicazione e i vostri commenti a TARGET-LSFC@GMAIL.COM INFOLINE 3316379346

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Cometa Tsuchinan – ATLAS fotografia copyright di Francesco Morini

Don’t look up

     La cometa Tsuchinan-ATLAS (dal nome dei sistemi/osservatori che la hanno identificata, tecnicamente C/2023 A3) che ha solcato i cieli tra la fine dell’estate e l’inizio dell’autunno del 2024. La fotografia scattata il 20 di Ottobre 2024 la ritrae al crepuscolo sulle campagne romane. Tsuchinan-ATLAS è una cometa non periodica scoperta per la prima volta tra il Gennaio e il Febbraio 2023 quando era a circa 1 miliardo di km dal Sole e seguita in tutto il suo percorso, ha raggiunto la massima luminosità a inizio Ottobre 2024 quando ha raggiunto una magnitudine di -4.9 (per un confronto: magnitudine del Sole -27, della Luna -13, di Venere, che è l’astro più luminoso del cielo dopo Sole e Luna, -5).

     Le comete sono corpi celesti relativamente piccoli composti da gas ghiacciati e metalli. Si ritiene originino nella maggior parte dalla Fascia di Kuiper o dalla Nube di Oort. La prima è una regione del sistema solare che si estende dall’orbita di Nettuno (alla distanza di 30 Unità Astronomiche, UA; 1 UA= distanza Sole-Terra = circa 150 milioni di km) fino a 50 UA dal Sole, la seconda è situata al bordo esterno del sistema solare, a una distanza tra 20.000 e 100.000 UA dal sole.

     È stato ipotizzato che in tali regioni distanti, un gran numero di comete orbiti intorno al Sole su orbite quasi circolari. Occasionalmente l’influenza gravitazionale dei pianeti esterni (nel caso degli oggetti presenti nella fascia di Kuiper) o delle stelle vicine (nel caso di quelli presenti nella nube di Oort) sposta uno di questi oggetti su un’orbita altamente ellittica che lo porta a tuffarsi verso le regioni interne del Sistema solare, dove appare come una vistosa cometa.

     Le comete sono usualmente classificate in periodiche e non-periodiche. Le prime sono ulteriormente suddivise in comete di corto e di lungo periodo. Quelle di corto periodo hanno un periodo orbitale inferiore a 200 anni. Tali orbite sono generalmente caratterizzate da un afelio (punto più distante dal Sole) posto nella regione dei pianeti esterni (da Giove in poi). Per esempio, l’afelio dell’orbita della Cometa di Halley, che ha un periodo orbitale di 76 anni (ossia torna visibile ogni 76 anni, la prossima volta nel 2061) si trova poco oltre l’orbita di Nettuno.

     Le comete di lungo periodo percorrono orbite con elevate eccentricità e con periodi compresi tra 200 e migliaia o anche milioni di anni. Di conseguenza gli afelii sono posti molto oltre la regione dei pianeti esterni. Infine, le comete non-periodiche, anche dette extrasolari (o “comete da una singola apparizione”) percorrono orbite che le portano a uscire permanentemente dal Sistema solare dopo esser passate una volta in prossimità del Sole.

     Il termine “cometa” viene dal greco κομήτης (kométes), che significa “dotato di chioma”, in quanto gli antichi paragonavano la coda di questi corpi celesti a una lunga capigliatura. Infatti, quando una cometa si avvicina al Sistema solare interno, il calore del Sole fa sublimare i suoi strati di ghiaccio più esterni. Le correnti di polvere e gas prodotte formano una grande, ma rarefatta atmosfera attorno al nucleo, chiamata “chioma”, mentre la forza esercitata sulla chioma dal vento solare, conducono alla formazione di un’enorme “coda” che punta in direzione opposta al Sole.

Tecnica fotografica:

Canon 6D; Tamron 70-20@70mm; f/4,5; durata scatto 5 sec.

     Le comete possono essere fotografate sia quando sono ancora distanti dal nostro pianeta sia quando si avvicinano alla Terra. Nel primo caso sarà necessario un telescopio a focale più o meno lunga a seconda della distanza dalla Terra a cui si trova la cometa e un sistema di inseguimento che permetta lunghe esposizioni perché la luminosità della cometa non sarà cospicua. Invece, quando è più vicina alla Terra (e quindi al Sole), la cometa avrà raggiunto la sua massima luminosità e sarà possibile fotografarla anche con fotocamera e obiettivo fotografico normali. I momenti in cui sarà possibile fotografarla saranno all’alba, prima che sorga il Sole o al crepuscolo, dopo che il Sole sia tramontato, perché la luminosità del Sole in cielo sovrasterà quella della cometa facendola sparire alla vista.

     In questi momenti sarà necessario posizionare il sistema di ripresa su cavalletto per consentire una stabilità che permetta esposizioni di lunghezza sufficiente ed è consigliato impostare l’autoscatto o lo scatto remoto per limitare le vibrazioni dovute al contatto con la fotocamera. Se si vogliono riprendere anche le stelle, la durata dell’esposizione dovrà essere calcolata in modo da evitare (in realtà limitare al massimo) l’effetto strisciato dovuto al moto di rotazione terrestre (vedi articolo sullo star trail).

     Esistono alcune regole matematiche semplici (un po’ grossolane in realtà ma abbastanza efficaci) che consentono di definire la durata di esposizione massima in funzione della lunghezza focale dell’obbiettivo e della grandezza del sensore. La maggiormente citata è la “regola del 300” che consiste nel dividere 300 per la lunghezza focale a cui si scatta la fotografia. Il numero ottenuto rappresenta la durata massima dello scatto in secondi.

     Va ricordato che questa regola è pensata per i sensori a pieno formato (FF) mentre per i sensori APS-C la durata ottenuta dovrà essere divisa per il “fattore di ingrandimento” del sensore. In effetti, un sensore APS-C non produce un ingrandimento vero e proprio, ma genera un effetto di “ingrandimento” percepito (fattore di ritaglio o crop factor) rispetto a un sensore FF perché l’area attiva del sensore APS-C è più piccola, catturando una parte più ristretta della scena che lo stesso obiettivo produrrebbe su una FF. Questo fattore, solitamente tra 1.5 e 1.6. In funzione del risultato ottenuto sulla durata dello scatto si imposteranno gli altri parametri della fotocamera e dell’obiettivo (ISO, apertura del diaframma) fino a ottenere il risultato desiderato.

Il prossimo numero di Astronomica sarà dedicato alla Luna, corpo celeste che ha da sempre accompagnato e guidato il cammino dell’uomo.
L’occasione è ghiotta per ricordare che il 7 Settembre prossimo sarà visibile dall’Italia un’eclisse totale di Luna, fenomeno dovuto all’interposizione della Terra tra il Sole e la Luna, che in questo modo proietta sulla Luna la propria ombra. Il 7 Settembre la Luna sorgerà già eclissata poco dopo il tramonto (che a Roma e d’intorni sarà alle 19.35). Il massimo dell’eclisse sarà alle ore 20.13 e terminerà alle ore alle 22.55. Durante questo periodo sarà possibile, nuvole permettendo, fotografare l’evento con normale fotocamera e obiettivo (ideale una lunghezza focale superiore ai 100mm), sempre con l’ausilio del treppiedi.
Sul sito dell’Unione Astrofili Italiani, a questo link, potrete trovare maggiori dettagli sull’evento: https://divulgazione.uai.it/index.php/Eclissi_totale_di_Luna_07-09-202

https://divulgazione.uai.it/index.php/Eclissi_totale_di_Luna_07-09-2025

© 2025 Francesco Morini – Target Lab Ets

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Francesco Morini nota bio

Laureato in Medicina e Chirurgia al La Sapienza di Roma, dove vive e lavora come medico chirurgo, oltre la propria professione ha coltivato da tempo la passione per la fotografia dedicandosi in particolar modo alla fotografia astronomica. E’ iscritto a Target LAb Ets – Laboratorio Sperimentale di Fotografia e Comunicazione da Giugno 2025, insieme al quale cura la rubrica Astronomica sulle pagine di www.romaoggi.eu.

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Editing fotografico a cura di Alessandro Lisci – Target Lab Ets

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ASTRONOMICA: “DON’T LOOK UP” di Francesco Morini – Target Lab Ets ultima modifica: 2025-08-30T08:18:32+02:00 da Target Lab Ets