
Racconti Brevi
Il nuovo appuntamento con la rubrica “Racconti Brevi”, che Target Lab Ets dedica ai racconti fotografici, è con il contributo di Roberta Cavallarin che ripesca dal suo “baule digitale” immagini, emozioni, realizzando una narrazione che appassiona.
Attraverso il suo racconto, il fotografo invita il pubblico a riflettere su come le esperienze personali e collettive plasmino la nostra percezione del mondo.
La rubrica vuole essere quindi dedicata alla ricerca personale dei singoli autori attraverso un processo di intermediazione del testo e delle foto supervisionati dal team di Target Lab Ets, Laboratorio Sperimentale di Fotografia e Comunicazione, ma anche rappresentare un momento di divulgazione e promozione della cultura fotografica. In questa ottica saranno affrontati diversi aspetti della narrazione fotografica attraverso articoli, interviste e monografie con gli opportuni collegamenti con le altre rubriche che Target Lab Ets gestisce su Romaoggi.eu.
Seguite “Racconti Brevi”, evolverà nel tempo, portando alla luce le storie straordinarie che si nascondono dietro ogni scatto fotografico. Restate sintonizzati per ulteriori articoli, interviste e approfondimenti che alimenteranno la discussione sulla fotografia e sulla narrazione visiva.

La strana danza del tempo
Forma, Evento, Vertigine
Una cartella di foto archiviate senza ordine né metodo: una specie di baule pieno di cianfrusaglie. Vediamo cosa salta fuori, stavolta!
Comincio con una sera d’estate di parecchi anni fa.
Sono seduta tra il pubblico del saggio finale di pattinaggio artistico, nella località dove vivo. Sono qui grazie a Caterina, una delle partecipanti, figlia di amici.
(foto 1) Guardo e fotografo le magiche evoluzioni delle ragazze, la loro leggerezza che sembra annullare fatica e tensione, trasformando la disciplina in danza. Il mio occhio è particolarmente colpito dal contrasto fra il vortice delle figure in movimento e la staticità del “giudice”, ritto in piedi nel suo abito gessato blu. Una specie di manichino congelato nel tempo, mentre il girotondo impressionista si dissolve in un pulviscolo luminoso.
Dal “baule” digitale esce un’altra scena che nemmeno ricordavo.
(foto 2) Anche qui siamo in estate; dev’essere un tardo pomeriggio, la spiaggia non è affollata. Una coppia sulla battigia sta osservando il mare: lei indossa il velo, lui le cinge le spalle con atteggiamento protettivo. Sono fermi, in contemplazione, con i piedi nell’acqua. All’improvviso entra in scena una figura che sembra un fantasma: è un’altra donna con il velo e sta camminando veloce verso gli altri due, che però non ne percepiscono la presenza e continuano a guardare verso il mare, immobili.
(foto 3 e 4) Continuando la passeggiata, ecco che la donna-fantasma si dissolve, i suoi abiti diventano ali: è un gabbiano, forse due, non è più forma ma solo evento, qualcosa che accade ora e mai più.
Il guazzabuglio fotografico sembra guidarmi: è strano che in mezzo a tanto materiale sparso e incoerente mi sia imbattuta nelle mie pattinatrici col giudice in-gessato, nella donna-gabbiano e gli innamorati immobili, e ora in un riflesso di ragazza assorta, che sul finestrino di un autobus in corsa diventa una specie di disegno astratto, luce scomposta in una giovinezza che passa rapida come un volo. (foto 5).
(foto 6) Sto per chiudere la cartella e il pc ma vedo qualcosa che mi trattiene ancora un attimo. È la foto di un tronco d’albero secolare: l’avevo intitolata Rebecca Wasson, come la donna centenaria che racconta da un letto la sua interminabile vita, nell’Antologia di Spoon River. Anche l’albero racconta, con le sue rughe circolari, una vita silenziosa e immobile che ha attraversato i secoli.
E lo vedo come una specie di giudice vecchissimo, immutabile, che defilato e muto osserva la vertiginosa, drammatica e lacerante danza del tempo.
© 2026 Roberta Cavallarin – Target Lab Ets

Roberta Cavallarin Nota Bio
Nata a Venezia, ha sempre vissuto nella sua città. Laureata in lettere, ha iniziato a lavorare come insegnante, per essere successivamente assunta come bibliotecaria presso l’Università Ca’ Foscari, dove ha studiato, e dove tuttora svolge il suo lavoro.
Passione per la fotografia ereditata dal padre, che da fotoamatore analogico sviluppava e stampava in casa. Da dicembre 2025 fa parte di Target Lab Ets, Laboratorio Sperimentale di Fotografia e Comunicazione.



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Editing fotografico a cura di Alessandro Lisci – Target Lab Ets
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Target Lab Ets è stata presentata il 6 dicembre 2021 al pubblico e alla stampa presso la sala Walter Tobagi della FNSI, Federazione Nazionale della Stampa Italiana, sede nazionale di Roma, con Paolo Conti del Corriere della Sera; Vittorio Morelli dell’Agi; Marco Geppetti e Andrea Denzi della Marcello Geppetti Media Company srl.
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