{"id":33273,"date":"2022-06-25T12:03:36","date_gmt":"2022-06-25T10:03:36","guid":{"rendered":"https:\/\/www.romaoggi.eu\/?p=33273"},"modified":"2022-06-25T12:03:36","modified_gmt":"2022-06-25T10:03:36","slug":"la-sapienza-presentata-la-78esima-stagione-della-iuc","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.romaoggi.eu\/index.php\/2022\/06\/25\/la-sapienza-presentata-la-78esima-stagione-della-iuc\/","title":{"rendered":"La Sapienza: presentata la 78esima stagione della Iuc"},"content":{"rendered":"<p>Joshua Bell, Natalie Dessay, Ivo Pogorelich, Danilo Rea, Patricia Kopatchinskaja, Fazil Say, Jordi Savall, Pablo S\u00e1inz-Villegas, Ton Koopman, Renaud Capu\u00e7on, David Fray, Nelson Goerner, Lucas Debargue, Nicolas Altstaedt, Alexander Lonquich, Julian Rachlin, Elisabeth Leonskaja\u2026 sono solo alcuni dei protagonisti della 78esima Stagione della <strong><a href=\"http:\/\/www.concertiiuc.it\">IUC<\/a> \u2013 Istituzione Universitaria dei Concerti.<\/strong><\/p>\n<p>37 appuntamenti da ottobre 2022 a maggio 2023 all\u2019Aula Magna della Sapienza di Roma con star internazionali e programmi che spaziano dalla polifonia rinascimentale alla musica d\u2019oggi. Dai Responsoria di Gesualdo all\u2019Offerta Musicale di Bach, dal repertorio liederistico ai capolavori di Mozart, Beethoven, Schubert, Liszt, Chopin, Ravel, Schumann, Bart\u00f3k, Prokof\u2019ev, fino ai linguaggi contemporanei con \u201cJules Verne\u201d di Giorgio Battistelli eseguito dall\u2019ensemble Ars Ludi, rispettivamente Leone d\u2019Oro e Leone d\u2019Argento alla Biennale Musica \u201922, incursioni nell\u2019affascinante repertorio spagnolo e latinoamericano del Novecento, e nella canzone d\u2019autore tra jazz e dintorni con i nuovi progetti di Danilo Rea e Petra Magoni.<\/p>\n<p>Proseguono i cicli dedicati a Rachmaninov, Skrjabin, Schubert e Mozart con\u00a0specialisti come Alexander Romanovsky, Mariangela Vacatello, il Quartetto di Cremona, e si aggiunge una serata Brahms con Giorgia Tomassi e Gabriele Pieranunzi.<\/p>\n<p>Spazio alle nuove generazioni con il vincitore del premio Van Cliburn 2022, appena decretato, ed alcuni giovani ma gi\u00e0 affermati musicisti come Leonora Armellini, Erica Piccotti e Federico Colli.<\/p>\n<p>Evento inaugurale, il \u201cDon Giovanni\u201d di Mozart in forma di concerto con l\u2019Orchestra da Camera Canova diretta da Enrico Saverio Pagano (artisti in residenza IUC) e un cast esuberante capitanato da Vittorio Prato nel ruolo dell\u2019impenitente seduttore.<\/p>\n<p>In perfetta continuit\u00e0 con la precedente, la stagione 2022-23 della <strong>IUC \u2013 Istituzione Universitaria dei Concerti<\/strong> propone <strong>dal 15 ottobre 2022 al 20 maggio 2023<\/strong> un calendario ricchissimo e variegato di 37 concerti, tradizionalmente il marted\u00ec sera e il sabato pomeriggio all\u2019Aula Magna della Sapienza Universit\u00e0 di Roma, affidati ad alcuni fra i pi\u00f9 grandi interpreti della scena internazionale, con un repertorio che tocca cinque secoli di storia della musica.<\/p>\n<p><em>\u201c\u00c8 un cartellone particolarmente ambizioso quello che presentiamo \u2013 <\/em>afferma il Direttore artistico Giovanni D\u2019Al\u00f2 \u2013<em> Mai come quest\u2019anno la stagione trabocca letteralmente di grandi interpreti, \u00e8 difficile persino isolare due o tre nomi a titolo d\u2019esempio perch\u00e9 si rischia di far torto a tutti gli altri. Molti segnali ci dicono che il pubblico ha voglia di tornare nelle sale da concerto e noi rispondiamo con un\u2019offerta di altissima qualit\u00e0 che coniuga modernit\u00e0 e tradizione, vivacit\u00e0 e freschezza di idee. O pi\u00f9 semplicemente lo \u201cstile IUC\u201d, come ormai viene riconosciuto.\u201d<\/em><\/p>\n<p>Va in questa direzione l\u2019inaugurazione di stagione con il <strong><em>Don Giovanni<\/em> di Wolfgang Amadeus Mozart<\/strong> in forma di concerto per ben tre serate: 15, 17 e 18 ottobre. Una produzione originale che riporta in Aula Magna l\u2019<strong>Orchestra da<\/strong> <strong>Camera Canova<\/strong> e il suo fondatore\/direttore <strong>Enrico Saverio Pagano<\/strong>, artisti che dalla stagione scorsa sono in residenza presso la IUC, a conferma dell\u2019attenzione e della valorizzazione del talento dei giovani da sempre perseguita dall\u2019istituzione universitaria. Un intento ulteriormente ribadito quest\u2019anno dall\u2019entrata di Enrico Saverio Pagano nel Consiglio artistico della IUC, sostenuta dal presidente Rinaldo Gentile.<\/p>\n<p>Romano, classe 1995, vincitore l\u2019anno scorso dei uno dei premi TOYP (The Outstanding Young Persons) assegnati dalla Junior Chamber International \u2013 Italy, Pagano torner\u00e0 alla guida della sua orchestra per dirigere il capolavoro mozartiano nella \u201cversione di Praga\u201d (dove ebbe luogo la prima assoluta il 29 ottobre 1787) avvalendosi di un cast formato da alcune tra le pi\u00f9 brillanti voci emergenti. Ad impersonare Don Giovanni sar\u00e0 <strong>Vittorio Prato<\/strong> uno dei pi\u00f9 acclamati baritoni dell\u2019attuale panorama lirico, reduce dal successo di <em>Les Huguenots<\/em> di Meyerbeer al Theatre La Monnaie di Bruxelles. Al suo fianco, <strong>Giacomo Nanni<\/strong> sar\u00e0 Leporello, <strong>Sabrina Cortese<\/strong> Donna Anna, <strong>Luca Cervoni<\/strong> Don Ottavio, <strong>Michela Guarrera<\/strong> Donna Elvira, <strong>Giulia Bolcato<\/strong> Zerlina, <strong>Matteo Mollica<\/strong> Masetto e <strong>Salvo Vitale<\/strong> il Commendatore. In scena anche il Gruppo Polifonico Josquin Desprez preparato da <strong>Francesco Miotti<\/strong>.<\/p>\n<p>A complemento del progetto, il 17 ottobre gli artisti terranno una matin\u00e9e appositamente rivolta agli studenti dal titolo <strong><em>Oh, che caro galantuomo!<\/em><\/strong> in cui in forma divulgativa si racconteranno le vicende di Don Giovanni con l\u2019esecuzione dei momenti salienti dell\u2019opera.<\/p>\n<p>Ritroveremo l\u2019Orchestra da Camera Canova e Enrico Saverio Pagano in conclusione di stagione con la violoncellista <strong>Erica Piccotti<\/strong>, altro precoce talento italiano che vanta gi\u00e0 una brillante carriera. In programma il <em>Concerto per violoncello e orchestra<\/em> di Schumann e la celebre <em>Sinfonia \u201cDegli addii\u201d<\/em> di Haydn. <strong>Star internazionali<\/strong><\/p>\n<p>\u00c8 stata una tra le pi\u00f9 grandi soprano lirico leggero degli ultimi trent\u2019anni ed ha appena annunciato il ritiro dalle scene liriche. Parliamo di <strong>Natalie Dessay<\/strong>, affascinante interprete di tante eroine del belcanto, ma anche di ruoli maledetti come Manon o inquietanti come la Regina della Notte. Gi\u00e0 lontana dalle produzioni operistiche, la soprano francese d\u00e0 ora il suo addio definitivo al canto in generale (preferendo dedicarsi al teatro di parola, in cui si \u00e8 gi\u00e0 cimentata pi\u00f9 volte) con il recital significativamente intitolato <strong><em>Paroles de femmes<\/em><\/strong> accompagnata al pianoforte da <strong>Philippe Cassard<\/strong><em>. <\/em>Un percorso vocale che pone al centro il testo poetico, tra Lieder di compositrici come Fanny Mendelssohn, Clara Schumann e Alma Mahler, il monodramma <em>Le Dame de Monte-Carlo<\/em> di Francis Poulenc (su testo di Cocteau) e arie da <em>Le Cid<\/em> di Massenet, <em>Faust<\/em> di Gounod, <em>Pell\u00e9as et M\u00e9lisande<\/em> di Debussy e <em>The Rake&#8217;s Progress<\/em> di Stravinskij<strong>.<\/strong><\/p>\n<p>Non sono molte le occasioni di ascoltare a Roma in assetto cameristico un violinista del calibro di <strong>Joshua Bell<\/strong>. Tanto pi\u00f9 atteso, dunque, dopo anni di assenza dall\u2019Aula Magna il recital del violinista americano che, con il suo Stradivari del 1713, eseguir\u00e0 Sonate di Beethoven, Schumann e Debussy con il pianista <strong>Peter Dugan<\/strong>.<\/p>\n<p>Suona uno Stradivari anche il violinista austriaco di origini lituane <strong>Julian Rachlin<\/strong>, artista eclettico che alterner\u00e0 il suo strumento d\u2019elezione con la viola, sua seconda passione, per eseguire capolavori come la Sonata per viola e pianoforte di \u0160ostakovi\u010d e la Sonata per violino e pianoforte di Franck in duo con il pianista <strong>Itamar Golan<\/strong>.<\/p>\n<p>Autentica star della musica antica, <strong>Jordi Savall<\/strong> torna alla IUC con <strong><em>Tous les matins du monde<\/em><\/strong>, il progetto legato all\u2019omonimo film di Alain Corneau con G\u00e9rard Depardieu sulla vita di Marin Marais, Jean-Baptiste Lully e Monsieur de Sainte Colombe. Indubbiamente il suo \u201ccavallo di battaglia\u201d, quello che lo ha rivelato al grande pubblico ma che curiosamente finora non aveva mai proposto a Roma. Savall suoner\u00e0 la sua magnifica viola da gamba basso a sette corde costruita da Barak Norman nel 1697, in quartetto con <strong>Lorenz Duftschmid<\/strong> anch\u2019egli alla viola da gamba basso a sette corde, <strong>Xavier D\u00edaz-Latorre<\/strong> tiorba e chitarra, e il nostro <strong>Luca Guglielmi<\/strong> al clavicembalo.<\/p>\n<p><strong>Ton Koopman<\/strong>, altra star della musica antica e tra gli specialisti in esecuzioni storicamente informate, gi\u00e0 applauditissimo nella scorsa stagione nel recital per due clavicembali in duo con sua moglie, la clavicembalista olandese <strong>Tini Mathot<\/strong>, torna questa volta ancora con lei e con i <strong>Solisti dell\u2019Amsterdam Baroque Orchestra<\/strong> per un programma interamente dedicato a Johann Sebastian Bach comprendente <em>L\u2019Offerta Musicale <\/em>e il Concerto in do minore per due clavicembali e archi.<\/p>\n<p><strong>Pablo S\u00e1inz-Villegas<\/strong>, da molti ritenuto il successore di Andr\u00e9s Segovia (\u00e8 il primo chitarrista in quasi quattro decenni ad essere stato invitato a esibirsi con la Filarmonica di Berlino), ci porta invece nel mondo della chitarra classica spagnola, con brani dal suo ultimo album <strong><em>Soul of Spanish Guitar<\/em><\/strong> scritti da Alb\u00e9niz, Granados, Rodrigo e T\u00e1rrega.<\/p>\n<p>Di gran classe la rappresentanza pianistica, a cominciare da <strong>Ivo Pogorelich<\/strong> leggendario interprete paragonato a Horowitz per la profonda emozione che riesce a trasmettere con il suo personalissimo tocco, impegnato in un programma che ha il suo momento <em>clou<\/em> nei due libri di <em>Variazioni su tema di Paganini<\/em> di Brahms.<\/p>\n<p>Particolare attesa suscita il concerto di <strong>Nelson Goerner<\/strong>, pianista argentino tra i pi\u00f9 acclamati della sua generazione, ospite regolare dei maggiori festival e sale da concerto del mondo, che per il suo primo recital solistico a Roma ha scelto tre pietre miliari del suo repertorio: la Sonata op. 101 di Beethoven, <em>Carnaval<\/em> di Schumann e la Sonata in si minore di Liszt.<\/p>\n<p>Si tratta invece di un ritorno per il fuoriclasse francese <strong>Lucas Debargue<\/strong>, presentato al debutto romano appena l\u2019anno scorso e immediatamente riconfermato. Esemplare della sua originalit\u00e0 l\u2019accostamento di autori largamente di repertorio come Mozart e Chopin e il molto meno eseguito Charles-Valentin Alkan, maestro francese dell\u2019Ottocento autore di alcuni tra i pezzi pi\u00f9 difficili in assoluto per la tastiera. Come il poderoso e visionario <em>Concerto pour piano seul<\/em>, scomponibile nelle sue tre parti e del quale Debargue eseguir\u00e0 il primo movimento, che da solo occupa la durata \u201cmonstre\u201d di circa 30 minuti.<\/p>\n<p>Proseguono inoltre i cicli di <strong>Alexander Romanovsky<\/strong> e <strong>Mariangela Vacatello<\/strong> dedicati all\u2019integrale dell\u2019opera per pianoforte solo di Sergej Rachmaninov e alle Sonate di Aleksandr Skrjabin, in occasione del 150\u00b0 anniversario della nascita (che cade nel 2023 per il primo e nel 2022 per il secondo). Entrambi i pianisti saranno impegnati in due concerti. In particolare, la Vacatello concluder\u00e0 il suo progetto accostando a Skrjabin pagine di Liszt e Debussy.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Super Duo<\/strong><\/p>\n<p>Un capitolo a parte meritano alcuni concerti che segnano l\u2019incontro di prestigiosissimi solisti. \u00c8 il caso della violinista moldava <strong>Patricia Kopatchinskaja<\/strong> e del pianista turco <strong>Fazil<\/strong> <strong>Say<\/strong>, straordinari artisti entrambi fuori dagli schemi consueti (Sonate di Jan\u00e1\u010dek, Brahms e Bart\u00f3k).<\/p>\n<p>Discorso analogo per <strong>Nicolas Altstaedt<\/strong>, violoncellista tedesco tra i pi\u00f9 versatili, che divider\u00e0 il palco con un beniamino del pubblico come <strong>Alexander<\/strong> <strong>Lonquich<\/strong>, anche lui tedesco ma ormai italiano d\u2019adozione (per loro un caposaldo come la Sonata per violoncello e pianoforte di Rachmaninov, accanto a pagine di Debussy, Boulanger e Barber)<\/p>\n<p>\u00c8 un duo tutto francese invece quello formato dal violinista <strong>Renaud Capu\u00e7on<\/strong> e dal pianista <strong>David<\/strong> <strong>Fray<\/strong>, interpreti dall\u2019eleganza unica, che la IUC present\u00f2 per la prima volta insieme nel 2021 con gli spettatori in sala ancora contingentati e che meritano ora di esibirsi di fronte a un nuovo pubblico (musiche di Schubert). Non hanno bisogno di particolari presentazioni <strong>Massimo Quarta<\/strong> e <strong>Pietro De Maria<\/strong>, due eccellenze di scuola italiana rispettivamente del violino e del pianoforte (Sonate di Schubert, Brahms e Beethoven).<\/p>\n<p>Virtuoso senza pari del violino, il russo <strong>Sergej Krylov<\/strong> interpreter\u00e0, tra l\u2019altro, la portentosa Sonata \u201cA Kreutzer\u201d di Beethoven in duo con il pluripremiato pianista uzbeco <strong>Michail Lifits.<\/strong><\/p>\n<p>Protagonista nella passata stagione con l\u2019integrale dei Quartetti di Sch\u00f6nberg, il violinista <strong>Ilya Gringolts<\/strong> torna questa volta in duo con l\u2019aretino <strong>Francesco Corti<\/strong>, uno dei pi\u00f9 apprezzati clavicembalisti a livello europeo, con cui eseguir\u00e0 pagine di J.S. Bach, C.P.E. Bach, Pisendel e un pezzo della compositrice ucraina Alexandra Filonenko <u>in prima assoluta<\/u>.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Incontri da camera d\u2019eccezione<\/strong><\/p>\n<p>Tra gli incontri di grandi solisti con affermati gruppi da camera spiccano due concerti del <strong>Quartetto di Cremona<\/strong>, il primo con il clarinettista <strong>Alessandro Carbonare <\/strong>che conclude il ciclo <strong><em>Esplorando Mozart<\/em><\/strong> avviato prima del lockdown (Quartetto \u201cDelle dissonanze\u201d e il Quintetto per clarinetto e archi); il secondo concerto \u00e8 con il violoncellista Eckart<strong> Runge<\/strong> e chiude il ciclo <strong><em>Esplorando Schubert<\/em><\/strong> con il Quartetto \u201cLa Morte e la Fanciulla\u201d e il Quintetto in do maggiore.<\/p>\n<p>Allo <strong>Jerusalem Quartet<\/strong> si affiancher\u00e0 invece <strong>Elisabeth Leonskaja<\/strong>, monumento vivente della gloriosa scuola pianistica russa (memorabile la sua collaborazione con Svjatoslav Richter), per il Quintetto di \u0160ostakovi\u010d a conclusione di un concerto che nella prima parte impagina un Quartetto di Haydn e il Quartetto \u201cAmericano\u201d di Dvo\u0159\u00e1k.<\/p>\n<p>In pieno spirito cameristico anche il concerto di due celebrati artisti italiani, la pianista <strong>Giorgia Tomassi<\/strong> e il violinista <strong>Gabriele Pieranunzi<\/strong> che hanno scelto di condividere il palco con amici come <strong>Fabrizio Falasca<\/strong> (violino), <strong>Francesco Fiore<\/strong> (viola) e <strong>Danilo Squitieri<\/strong> (violoncello) con cui eseguiranno due pietre miliari della musica da camera brahmsiana: il Quartetto op. 25 e il Quintetto op. 34.<\/p>\n<p>Fondato nel 2013 il <strong>Montrose Trio <\/strong>riunisce due membri dell\u2019indimenticato Quartetto di Tokyo (il violinista <strong>Martin Beaver<\/strong> e il violoncellista <strong>Clive Greensmith<\/strong>) con il pianista canadese <strong>Jon Kimura Parker<\/strong>. Questo trio delle meraviglie dar\u00e0 prova della sua versatilit\u00e0 passando dai toni spensierati del <em>Boogie Woogie<\/em> del jazzista David Baker alle atmosfere romantiche del Trio op. 66 di Mendelssohn per approdare alle inquietudini novecentesche del Trio op. 24 di Mieczys\u0142aw Weinberg.<\/p>\n<p>Ritmi e armonie \u201cdal Nuovo Mondo\u201d ricorrono anche nel <strong><em>Tribute to Americas<\/em><\/strong> con cui il <strong>Cuarteto Latinoamericano<\/strong> (formazione messicana che nel 2022 tocca i 40 anni di attivit\u00e0) ci restituir\u00e0 un volto diverso del tradizionale repertorio quartettistico europeo con pagine di raro ascolto di compositori d\u2019oltreoceano come l\u2019argentino Alberto Ginastera, il brasiliano Heitor Villa-Lobos, gli statunitensi Samuel Barber e George Gershwin e l\u2019icona del tango Carlos Cardel.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Giovani \u201cun certain regard\u201d<\/strong><\/p>\n<p>Come sempre, la IUC ha un occhio di riguardo per i talenti della nuova generazione. L\u2019importante lavoro avviato con Enrico Saverio Pagano e l\u2019Orchestra Canova ne \u00e8 testimonianza viva e, come gi\u00e0 detto, oltre al cast del <em>Don Giovanni<\/em> si estender\u00e0 anche alla violoncellista romana Erica Piccotti.<\/p>\n<p>Lo stesso impegno negli anni ha portato a presentare per la prima volta a Roma artisti avviati a carriere luminosissime. Un futuro che \u00e8 facile prevedere anche per il giovanissimo vincitore del <strong>Van Cliburn Competition 2022<\/strong>, conclusosi appena qualche giorno fa a Fort Worth, in Texas, che ha assegnato il primo premio al 18enne sudcoreano <strong>Yunchan<\/strong> <strong>Lim<\/strong>. Un talento puro, del quale la giuria, che aveva tra i suoi membri personalit\u00e0 come Lilya Zilberstein, Rico Gulda e Stephen Hough, presieduta dalla direttrice d\u2019orchestra Marin Aslop ha sottolineato l\u2019assoluto dominio della tastiera e soprattutto la straordinaria profondit\u00e0 delle sue interpretazioni. Per lui sar\u00e0 ovviamente il debutto a Roma e a breve sar\u00e0 definito il programma.<\/p>\n<p>Gi\u00e0 conosciuto dal pubblico romano \u00e8 invece il bresciano <strong>Federico Colli<\/strong>, classe 1988, uno degli interpreti \u201cpi\u00f9 originali della sua generazione\u201d come la critica non ha mancato di notare (Gramophone). Per il suo debutto in Aula Magna ha scelto un intelligente programma che accosta <em>Fantasie<\/em> di Mozart e Schubert a due composizioni di Sergej Prokof\u2019ev: <em>Visions<\/em> <em>fugitives<\/em> e <em>Pierino e il lupo<\/em> (in una spettacolare versione per pianoforte solo firmata da Tatiana Nikolayeva).<\/p>\n<p>Apprezzatissima all\u2019ultima edizione del Concorso Chopin di Varsavia, dove si \u00e8 imposta per una straordinaria forza comunicativa ottenendo un onorevolissimo quinto posto, <strong>Leonora Armellini<\/strong> \u00e8 la prima donna italiana ad aver scalato le vette della competizione considerata come il vertice del pianismo mondiale. Non poteva che intitolarsi <strong><em>Il mio Chopin<\/em><\/strong> il concerto che la porter\u00e0 in Aula Magna in cui proporr\u00e0 la Sonata op. 35, la Terza Ballata e una selezione di Notturni e Polacche.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Due Leoni per <em>Jules Verne<\/em><\/strong><\/p>\n<p>\u201cPer il suo lavoro di teatro musicale sperimentale e la sua intensa produzione operistica, realizzata dalle pi\u00f9 importanti istituzioni europee\u201d: questa la motivazione con la quale La Biennale Musica 2022 ha attribuito il Leone d\u2019Oro alla carriera al compositore <strong>Giorgio Battistelli<\/strong>. Nella stessa occasione ha conferito il Leone d\u2019Argento all\u2019<strong>Ars Ludi Ensemble<\/strong>, formato dai percussionisti Antonio Caggiano, Rodolfo Rossi e Gian Luca Ruggeri, \u201cper il virtuosismo esecutivo e la capacit\u00e0 di trasformare il mondo percussivo in un\u2019avvincente Machina Mundi\u201d.<\/p>\n<p>Due riconoscimenti che consacrano eccellenze della musica contemporanea italiana che la IUC festegger\u00e0 in un\u2019unica serata con l\u2019esecuzione di <strong><em>Jules Verne<\/em><\/strong> (1987), \u201cstorica\u201d partitura di teatro musicale di Battistelli affidata proprio all\u2019Ars Ludi. Definito \u201cImmaginazione in forma di spettacolo per tre performer\u201d, il lavoro omaggia il grande scrittore francese mettendo in scena tre personaggi di celebri romanzi: il Professor Lidenbrock (<em>Viaggio al Centro della Terra<\/em>), il Dottor Ferguson (<em>Cinque Settimane in Pallone<\/em>) e Capitano Nemo (<em>Ventimila Leghe sotto i Mari<\/em>), simboli del rapporto tra l\u2019uomo e la terra, l\u2019aria, il mare. Un\u2019opera onirica ed esilarante, di cui \u00e8 altrettanto protagonista un bizzarro strumentario di oggetti sonori: una catena issata dal suo argano, una vasca piena d\u2019acqua da prendere rumorosamente a pedate, una vela da agitare bruscamente, mattoni che vengono scompigliati, ghiaia da calpestare capricciosamente. Il testo \u00e8 dello stesso Battistelli (che firma anche la regia), scenografia, luci e macchine sceniche sono di <strong>Angelo Linzalata, <\/strong>regia del suono di <strong>Pasquale Citera.\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Gesualdo Project<\/strong><\/p>\n<p>Dopo l\u2019eccezionale successo riscontrato dall\u2019esecuzione integrale dei Madrigali di Carlo Gesualdo proposta negli anni scorsi, il <strong><em>Gesualdo Project<\/em><\/strong> prosegue il viaggio nell\u2019opera polifonica del pi\u00f9 moderno dei polifonisti rinascimentali soffermandosi sulla produzione sacra. Sar\u00e0 infatti la volta dei <em>Tenebrae Responsoria<\/em>, la raccolta per l\u2019Ufficio delle Tenebre della Settimana Santa, di cui si ascolter\u00e0 la parte relativa al Gioved\u00ec Santo nell\u2019esecuzione de <strong>La<\/strong> <strong>Compagnia del Madrigale<\/strong>, il pi\u00f9 accreditato gruppo italiano in questo particolare repertorio, le cui registrazioni discografiche hanno pi\u00f9 volte ottenuto i maggiori riconoscimenti della critica specializzata (Diapason d\u2019Or, Choc de la Musique, Editor\u2019s Choise di Gramophone, Record Academy Award).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Jazz e dintorni<\/strong><\/p>\n<p>I confini del jazz puro sembrano ormai troppo stretti per artisti del calibro di <strong>Danilo Rea<\/strong> e <strong>Petra Magoni<\/strong>, che pure hanno toccato i vertici nel loro genere ma che amano spaziare e ampliare i loro interessi, affacciandosi non di rado in territori limitrofi. Ed \u00e8 esattamente quello che hanno fatto nei loro ultimi progetti, indipendenti ma entrambi focalizzati sul mondo della canzone, visto dai rispettivi punti di vista.<\/p>\n<p>Voce fuori dagli schemi, <strong>Petra Magoni<\/strong> in <strong><em>Canzoni in bianco e nero<\/em><\/strong> costruisce insieme al pianista <strong>Andrea Dindo<\/strong> un percorso che sul filo del teatro musicale di Kurt Weill parte dalla Germania e arriva all\u2019America di Cole Porter. Un progetto <u>in prima romana<\/u> che porta a rivivere quegli anni attraverso canzoni dalla cifra emotiva unica, dal ripiegamento su s\u00e9 stessi al cabaret, in un modo assolutamente speciale.<\/p>\n<p>Da un\u2019intesa nata dalla collaborazione con Mina nasce <strong><em>Take Zero<\/em><\/strong>, che vede il pianista <strong>Danilo Rea<\/strong> in un interplay incalzante e brillante con <strong>Massimo Moriconi<\/strong> al contrabbasso e <strong>Alfredo Golino<\/strong> alle percussioni. Un\u2019alchimia fra tre amici musicisti che, improvvisando, si perdono e si ritrovano in un continuo ed inaspettato gioco di celebri melodie reinterpretando in chiave jazz alcuni evergreen della canzone d\u2019autore italiana e standard americani.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Concerti nelle Biblioteche<\/strong><\/p>\n<p>Prosegue il rapporto con l\u2019Istituzione Sistema Biblioteche Centri Culturali di Roma Capitale con appuntamenti nelle biblioteche Villa Leopardi, Ennio Flaiano e Vaccheria Nardi, attraverso cui la IUC contribuisce a diffondere la conoscenza dei diversi repertori musicali nelle zone decentrate di Roma.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Iniziative didattiche\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>Confermata anche la collaborazione attiva con il Dipartimento di Lettere e Culture Moderne della Sapienza che coinvolge laureandi e dottorandi di Musicologia e Etnomusicologia attraverso progetti di ricerca afferenti all\u2019Archivio multimediale sui musicisti, redazione di note di sala, introduzioni all\u2019ascolto dei concerti della stagione e attivit\u00e0 divulgative.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Media Partner<\/strong><\/p>\n<p>Per la stagione 2022-2023 la IUC ha rinnovato l\u2019accordo di media partnership con \u00a0che si ringrazia.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Biglietti da 15 euro a 25 euro<\/strong><\/p>\n<p><strong>Giovani under 18 &#8211; \u00a05 euro<\/strong><\/p>\n<p><strong>Giovani under 30 &#8211; 8 euro<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Per informazioni<\/strong><\/p>\n<p>Tel. 06.3610051-52<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.concertiiuc.it\/\">www.concertiiuc.it<\/a><\/p>\n<p><em><a href=\"mailto:botteghino@istituzioneuniversitariadeiconcerti.it\">botteghino@istituzioneuniversitariadeiconcerti.it<\/a><\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<div class=\"mh-excerpt\"><p>Joshua Bell, Natalie Dessay, Ivo Pogorelich, Danilo Rea, Patricia Kopatchinskaja, Fazil Say, Jordi Savall, Pablo 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