Al via al CORVIALE il progetto “KM1 Città Visuale Festival”

Giugno - ottobre 2018.

Alt text il mistero del cronovisore
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Il progetto KM1_Città Visuale Festival è risultato vincitore nell’ambito del programma “Sillumina – Copia privata per i giovani, per la cultura – ed. 2017” nella sezione Periferie Urbane, settore “Arti visive, performative e multimediali”.

È un progetto di rigenerazione urbana che si realizza all’interno delle strutture del Nuovo Corviale per contribuire, attraverso l’arte e la creatività, alla promozione del dialogo sociale e interculturale, all’inclusione e alla coesione sociale attraverso la realizzazione di attività artistiche e creative all’insegna della multidisciplinarità.

L’azione principale del progetto vede la realizzazione di un festival multidisciplinare che si terrà dal 19 al 21 ottobre. Il festival sarà interamente dedicato ad artisti emergenti under 35 che verranno selezionati su tutto il territorio nazionale tramite un bando pubblico. Esso verrà organizzato all’interno degli spazi comuni della struttura: terrazze, ballatoi, corridoi, appartamento, tutti spazi che non sono luoghi convenzionali di arte. La rassegna vedrà in esposizione opere di arte visiva (dalla pittura alla fotografia, all’architettura e scultura), opere di arte performativa (musica, teatro, performance) e multimediale (installazioni). La selezione delle opere verrà svolta da una giuria composta dai membri dei partner che portano avanti il progetto e dagli abitanti di Corviale stessi, che verranno coinvolti attivamente nel processo decisionale.

L’obiettivo è quello di creare degli spettatori attivi e coinvolti, che costituiscano il perno dell’iniziativa e contribuiscano con le proprie idee e la propria partecipazione alla realizzazione del progetto. Quest’azione si inscrive nel processo che prende il nome di “audience development”, lo “sviluppo del pubblico”, per trasformare quello che viene definito “non pubblico (persone che generalmente non hanno l’abitudine di frequentare iniziative artistiche o culturali in qualità di spettatori) in “nuovo pubblico”, apportando così nuova consapevolezza culturale.

Alt text KM1 Città Visuale Festival

Il Km1_Città Visuale Festival non si limita all’azione artistica e propone un’azione di coinvolgimento sociale attivo, indirizzato a diverse categorie di cittadini che abitano il quartiere. Questo processo di coinvolgimento di esplicita attraverso due percorsi laboratoriali che si articolano nel seguente modo:

Lab. n° 1: “Videomaking Corviale”:

è un laboratorio destinato a 10 NEET preferibilmente residenti nel quartiere. Con il termine NEET si individuano tutti quei ragazzi dai 19 ai 25 anni che non studiano e non lavorano. Il termine è l’acronimo di “Not engaged in Education, Employment ot Training”.

Il corso di svolgerà nella struttura del Nuovo Corviale, presso la sala del Comitato Inquilini in Largo Odoardo Tabacchi, e negli spazi della Banca del Tempo in Via Mazzacurati, 76 c/o CFP (accanto alla Biblioteca Renato Nicolini e il Centro Culturale Nicoletta Campanella).

La durata complessiva del corso è di 3 mesi a partire da giugno fino a settembre, con l’interruzione nel mese di agosto. Gli incontri si svolgeranno il giovedì e il venerdì pomeriggio dalle ore 15.00 alle ore 19.00.

Il corso prevede una serie di incontri frontali di 4 ore ciascuno per un totale di 12 incontri e 48 ore e 5 giornate in settembre in cui si svolgeranno le riprese del docufilm da realizzare.

Il laboratorio è diviso in sei moduli di due incontri ciascuno così divisi:

  1. Tecniche di scrittura e tutela dei diritti di creazione di un’opera – 2 incontri da 4 ore ciascuno

  2. Tecniche di regia – 2 incontri da 4 ore ciascuno

  3. Tecniche di ripresa – 2 incontri da 4 ore ciascuno

  4. Produzione – 2 incontri da 4 ore ciascuno

  5. Montaggio – 2 incontri da 4 ore ciascuno

  6. Post produzione – 2 incontri da 4 ore ciascuno

Il percorso sarà condotto da professionisti e tecnici accreditati del settore:

Alberto Fabi, regista cinematografico e documentaristico;

Monica Ramaccioni, produttrice esecutiva e fotografa;

Matteo Carbone, film maker e video editor.

Alla fine del laboratorio è previsto un attestato di partecipazione per i partecipanti.

Il percorso laboratoriale è finalizzato all’acquisizione di competenze attraverso lo svolgimento di attività creative in luoghi non convenzionali. Competenze quali la capacità di lavorare in gruppo, la capacità di risolvere problemi, in senso di iniziativa e di imprenditorialità, nonché la consapevolezza civica e la capacità di comunicare in maniera efficace in team di lavoro, unite alle competenze tecniche specifiche di ogni settore, stanno acquisendo sempre più un ruolo fondamentale nei processi di assunzione nel mondo del lavoro.

La specificità dell’argomento del laboratorio, orientato alla trasmissione di conoscenze nel settore dell’audiovisivo, ha come obiettivo far avvicinare i giovani partecipanti al settore cinematografico e multimediale per fornire loro le basi tecniche in grado di supportarli qualora volessero intraprendere un percorso formativo professionalizzante in questo settore.

Il corso prevede la realizzazione, da parte dei giovani partecipanti, di un docufilm sulle storie di Corviale. Il documentario sarà realizzato dai partecipanti ai laboratori con la supervisione dei professionisti. Raccoglierà una selezione di storie degli abitanti del quartiere (precedentemente raccolte dai ragazzi) e creerà una storia collettiva del Nuovo Corviale. Il video, che ci aiuterà a capire quali sono le realtà delle persone che vivono il territorio e quali sono le problematiche generate nel convivere a stretto contatto di un numero così elevato di persone. L’output così creato verrà proiettato durante la rassegna cinematografica e disseminato il più possibile anche in altri canali.

Il corso prevede un massimo di 10 partecipanti e 2 uditori. L’ammissione al corso avviene in seguito alla compilazione di:

  • domanda di partecipazione (allegato A) che deve essere inoltrata via posta elettronica all’indirizzo mail: info@cittavisualefestival.it entro e non oltre le ore 23:59 del giorno 13 giugno 2018, indicando nell’oggetto il tiolo “Videomaking Corviale”.

  • domanda di partecipazione (allegato A) che deve essere consegnata a mano presso il Centro di Orientamento al Lavoro “COL Corviale” in Via Mazzacurati, 76 c/o CFP entro e non oltre le ore 17.30 del giorno 13 giugno 20181.

  • Un messaggio Whatsapp che riporti la dicitura “Videomaking Corviale”, e che riporti i dati del candidato secondo la seguente forma: Nome, Cognome, Luogo e data di nascita, Indirizzo di residenza, Numero di telefono

La domanda di partecipazione può essere scaricata dal sito www.cittavisualefestival.it.

Qualora il numero di domande superi i posti disponibili l’organizzazione potrà predisporre un colloquio motivazionale con i candidati. La commissione giudicatrice sarà composta da un rappresentante dell’Associazione Culturale Mulab, da un rappresentante di Farm Studio Factory srl e dal direttore artistico del KM1_Città Visuale Festival.

Lab. n° 2: “Visioni Attive”:

Il percorso laboratoriale è finalizzato all’acquisizione di consapevolezza culturale e a formare un gruppo di spettatori attivi che diventeranno parte della giuria che selezionerà le opere presentate al Km1_Città Visuale Festival.

Attraverso un percorso all’interno delle principali forme di espressione artistica, utilizzando metodologie di apprendimento e insegnamento non formali, ai partecipanti verranno forniti gli strumenti per poter giudicare, in maniera consapevole, le opere che perverranno all’organizzazione del festival. Obiettivo generale del laboratorio, è quello di avvicinare degli spettatori acerbi alla fruizione dell’arte e predisporli ad assumere un atteggiamento attivo rispetto ad essa.

Il laboratorio è diviso in quattro incontri da due ore ciascuno, ai quali si aggiungeranno gli incontri per la visione e la valutazione delle opere da selezionare. Gli incontri saranno divisi secondo i seguenti moduli:

1. Arte visiva in spazi non convenzionali ed inclusione sociale – 2 ore

2. Arte performativa e musica come – 2 ore

3. Arte performativa, musica e teatro – 2 ore

4. Arte performativa, musica e teatro – 2 ore

Il percorso sarà condotto da professionisti e tecnici accreditati del settore:

Vincenzo Pellegrini, musicista e formatore;

Anna Maria Piccoli, musicista, formatrice ed operatrice culturale;

Roberta Zingaretti, storica dell’arte;

Alice Fratarcangeli, performer ed operatrice culturale.

Alla fine del laboratorio è previsto un attestato di partecipazione per i partecipanti.

Il corso di svolgerà nella struttura del Centro Culturale Mitreo ISIDE, in Via Mazzacurati, 61 – 63, 00148 (di fronte alla Biblioteca Renato Nicolini e al Centro Culturale Nicoletta Campanella). Gli incontri si svolgeranno il lunedì dalle ore 18.00 alle ore 20.00 a partire da metà giugno.

Il corso prevede una serie di incontri frontali di 2 ore ciascuno per un totale di 4 incontri e 8 ore. A questi si aggiungeranno degli incontri a settembre per la selezione delle opere da presentare al festival.

Possono partecipare al workshop tutti gli adulti che abbiano compiuto il diciottesimo anno di età.

Titolo preferenziale per la selezione dei partecipanti sarà la residenza del candidato all’interno della struttura del Nuovo Corviale.

I partecipanti non devono essere addetti ai lavori in nessun settore artistico.

Il corso prevede un massimo di 20 partecipanti e 2 uditori. L’ammissione al corso avviene in seguito alla compilazione di:

  • domanda di partecipazione (allegato B) che deve essere inoltrata via posta elettronica all’indirizzo mail: info@cittavisualefestival.it entro e non oltre le ore 23:59 del giorno 13 giugno 2018, indicando come oggetto della mail il titolo “Visioni Attive”.

  • Un messaggio Whatsapp che riporti la dicitura “Visioni Attive”, e che riporti i dati del candidato secondo la seguente forma: Nome, Cognome, Luogo e data di nascita, Indirizzo di residenza, Numero di telefono

La domanda di partecipazione può essere scaricata dal sito www.cittavisualefestival.it.

Qualora il numero di domande superi i posti disponibili l’organizzazione potrà predisporre un colloquio motivazionale con i candidati. La commissione giudicatrice sarà composta da un rappresentante dell’Associazione Culturale Mulab, da un rappresentante di Farm Studio Factory srl e dal direttore artistico del KM1_Città Visuale Festival.

PER PARTECIPARE AL FESTIVAL

Gli artisti vengonoinvitati a presentare proposte nell’ambito dei seguenti settori:

  • Arti Visive: per Arti Visive si intendono le opere ascrivibili al genere della pittura, della fotografia, della scultura, dell’architettura e della graphic art.

Nel settore Arti Visive verrà selezionato un massimo di 4 artisti/gruppi, ogni candidato dovrà proporre un numero minimo di 3 (tre) opere (3 dipinti, sculture, fotografie) meglio se facenti parte di una serie più ampia; Le opere rimarranno esposte per tutta la durata del festival (dal 19 al 21 ottobre 2018);

  • Arti performative: si intende per Arti Performative si intendono le forme artistiche in cui l’opera consiste nell’esecuzione dal vivo di un determinato insieme di azioni da parte dell’artista di fronte ad un pubblico.

Nel settore Arti Performative verrà selezionato un massimo di 3 opere. Ogni artista/gruppo dovrà presentare una sola proposta di spettacolo/concerto/performance. Gli spettacoli e i concerti non dovranno avere una durata che superi i 60 minuti, mentre le performance non dovranno avere una durata superiore ai 40 minuti; Le opere verranno replicate una sola volta in una delle tre giornate del festival (dal 19 al 21 ottobre 2018), fatto salvo per le perfomance di breve durata per le quali potrebbe essere prevista più di una replica;

  • Arti Multimediali: si intendono delle opere artistiche realizzate attraverso l’uso delle nuove tecnologie multimediali. Sono ammissibili opere di video mapping, installazioni video e opere di digital art nel senso più ampio del termine.

Nel settore Arti Multimediali verrà selezionato un massimo di 4 opere. Ogni artista/gruppo potrà presentare da una a più opere. Le opere rimarranno esposte per tutta la durata del festival (dal 19 al 21 ottobre 2018).

Verranno favorite opere che si adattino agli spazi non convenzionali del Nuovo Corviale o che possano essere rappresentate o installate in appartamenti o, comunque, con una dotazione tecnica minimale. Le opere dovranno avere un contenuto sociale e/o trattare temi di diversità, di inclusione sociale e dialogo interculturale e/o ragionare sul rapporto dell’arte con la città.

Possono partecipare al presente bando tutti gli artisti, o a gruppi di artisti emergenti che svolgono attività professionale nel campo delle arti visive, performative e multimediali. Possono partecipare: artisti singoli, associazioni, compagnie (in gruppi di massimo 4 persone) italiane e straniere che:

  • abbiano sede legale o residenza e siano attivi sul territorio nazionale;

  • abbiano un’età compresa tra i 18 ed i 35 anni compiuti alla data di scadenza del presente avviso;

  • posseggano un contro corrente personale

Nel caso di gruppi, associazioni, collettivi o compagnie:

  • verrà presa in considerazione la media aritmetica delle età dei componenti, che non dovrà superare i 35 anni e in nessun caso dovrà essere inferiore ai 18 anni;

  • essi devono essere formalmente costituiti ed essere titolari di un conto corrente dedicato o impegnarsi ad avvalersene in caso di selezione;

  • nel caso di compagnie teatrali o gruppi musicali, avere la capacità di produrre un’agibilità ex-enpals.

La partecipazione alla selezione è totalmente gratuita.

La documentazione richiesta per la presentazione delle candidature dovrà essere inviata al entro e non oltre le ore 23:59 del giorno 31 luglio 2018. Tutti i candidati che abbiano inviato con successo il proprio materiale riceveranno una mail di notifica dall’organizzazione.

Pena esclusione, dovranno essere inviate esclusivamente tramite mail all’indirizzo info@cittavisualefestival.it.

LA GENESI DEL NOME

Il progetto si realizza all’interno degli spazi della struttura del Nuovo Corviale, nella periferia sud-ovest di Roma, una zona contraddistinta da un IDS (Indice di Disagio Sociale) pari a -0,50. Il nome del progetto prende spunto dal concept e dalla storia dell’edificio del Nuovo Corviale. Esso, infatti, è, secondo la definizione dell’architetto Mario Fiorentino che lo ha progettato nel 1972 su commissione di IACP (Istituto Autonomo Case Popolari), una “Città Lineare” lunga 1 km. Il corpo unico in cemento armato è alto 9 piani ed è suddiviso in 5 lotti, separati da torri-scala. Lunghissimi ballatoi interni danno accesso ai piani che integravano, nel progetto originario, residenze, spazi comunitari e servizi.

All’edificio sono stati attribuiti nel tempo tanti nomi: Serpentone, Palazzone, ”er Kilommetro”, carcere, mostro, “Grattacielo sdraiato e questa pluralità di nomi è specchio dell’ampio e controverso dibattito che lo ha segnato dal momento della sua realizzazione.

L’edificio è il risultato di un nuovo approccio all’edilizia economica e popolare adottato dall’IACP alla fine degli anni ‘60. Se fino a quel momento, infatti, esso aveva operato secondo lo schema costruttivo del «quartiere-dormitorio», nei primi anni ’70 le regole dell’ingaggio cambiano: la nuova lottizzazione del Piano di Zona n. 61 (così si chiamava, allora, il Nuovo Corviale) avrebbe dovuto seguire tre nuove regole, del tutto inedite per la Capitale, e tutte vistosamente fuori scala. La prima è l’elevata volumetria (mai a Roma era stato realizzato un edificio così grande); la seconda è la realizzazione in economia (sostituendo i componenti a basso costo con gli innovativi componenti prefabbricati, ancora più economici); la terza è seguire un «modello di sviluppo abitativo in netto distacco dallo sviluppo urbanistico di Roma iniziato negli Anni Sessanta».

Intento a ricercare una nuova dimensione dell’habitat, che si pone come radicale alternativa alla dispersione della periferia e alla disaggregazione tra residenze e servizi, Fiorentino progetta un edificio che riunisce in sé due ulteriori modelli, ma non è realmente né l’uno né l’altro: il quartiere-satellite e la piccola città. Il primo è costituito da un nucleo di residenze, equipaggiato fin dall’inizio non solo con le utenze primarie e con una serie di servizi essenziali in grado di soddisfare i bisogni primari degli abitanti. Il secondo modello è uno schema costruttivo italianissimo, chiamato «città di fondazione» ed ereditato dal fascismo: il nuovo quartiere è una piccola città, progettata per provvedere autarchicamente a se stessa: le residenze e i servizi sono realizzati contemporaneamente, in un’unica fase costruttiva, e non sono previsti sviluppi ulteriori. Sono esempi di questo tipo le città di Latina, Sabaudia, Aprilia.

Corviale è molto più di un quartiere-satellite, molto meno di una città di fondazione. Fiorentino conia il nuovo termine di «città lineare» e descrive il nuovo modello: “L’organismo va pensato come un pezzo di città lineare, non come una casa. [Non è] una casa solo più lunga di una casa tradizionale [ma] un sistema di un chilometro, profondo 200 metri, altamente integrato fra servizi e residenze”.

Nel1982, le prime abitazioni vengono sistemate alla meno peggio e consegnate agli inquilini senza che le unità di gestione siano entrate in servizio. Le prime assegnazioni sono caratterizzate da una fase caotica, accompagnate sin da subito da irregolarità e ondate di occupazioni. Poco dopo la morte di Fiorentino, le occupazioni si trasformano in arrembaggio. Tutte insieme, 700 famiglie occupano gli alloggi ancora non assegnati. In quegli anni fiorisce il dibattito sui modi per attivare la gestione dell’edificio-città. Fiorentino era contrario al modello paternalistico tradizionalmente impiegato dallo IACP, egli credeva in una gestione di comunità per la quale gli spazi dell’edificio erano stati progettati.

Una data segna questo cambio di sensibilità e l’avvio del «cantiere d’idee»: il 3 giugno 2004. Quel giorno avviene nel Serpentone una performance dell’artista Mario Ciccioli (n. 1953), dal titolo Il Ponentino di Corviale, che nasce da un workshop con i ragazzi della scuola di Corviale. Il tema – sfatare la leggenda urbana che il Serpentone blocchi il ponentino – è in realtà soltanto il pretesto per recuperare i suoni e il presente dell’edificio-città, riflettendo su come lo spazio pubblico viene vissuto, ricordato, immaginato e trasformato dagli abitanti. Per la prima volta matura l’idea che il Serpentone presenta anche delle caratteristiche di elevata qualità.

Da quel momento, inizia un lungo e difficile cammino di riqualificazione complessiva, segnata da un dibattito sulle soluzioni di lungo periodo e da numerosi interventi artistici e sociali. Sulla scia di queste buone prassi, si colloca anche il progetto KM1_Città Visuale Festival.

GLI ENTI PROMOTORI DEL PROGETTO

Il progetto è sviluppato da Mulab Associazione Culturale in partenariato con Farm Studio Factory srl. Mulab è un’associazione culturale non-profit che svolge attività di ricerca, promozione e produzione, network, consulenza e formazione nel settore dell’Industria Creativa e Culturale. È un’associazione di professionisti dello spettacolo e operatori culturali che mette la propria esperienza al servizio della formazione e del riconoscimento professionale di coloro che intendano operare in questo ambito. Da un decennio, Mulab si occupa a livello europeo attraverso l’implementazione di progetti finanziati dalla Commissione Europea, di trasferimento di competenze chiave e trasversali attraverso attività creative in luoghi non convenzionali.

Farm Studio Factory Srl è una casa di produzione residente in Umbria nella zona di Città di Castello attiva dal 2009. È fornitore Rai ed è specializzata nella produzione di documentari, spot, spot aziendali, video clip, colonne sonore e shooting fotografici. La sede ospita uno Studio di registrazione professionale, con regia e due sale di ripresa, specializzato in sonorizzazioni e produzioni musicali, una regia video per la post produzione di prodotti multimediali e una camera oscura per la stampa fotografica tradizionale da pellicola.

Per la realizzazione di questo progetto, i partner hanno instaurato una rete con le realtà del luogo, che sostengono l’iniziativa a livelli differenti:

  1. Il Comitato Inquilini, realtà che racchiude insieme un elevato numero di associazioni e che da un anno ha preso l’impegno di realizzare un evento al mese per coinvolgere la popolazione locale e creare un senso civico di appartenenza (lettera di supporto);

  1. Il Centro Culturale “Mitreo Iside”, gestito da I.S.I.D.E. Impresa al Servizio dell’Individuo e Della sua Evoluzione, che si occupa di percorsi volti alla comprensione dei linguaggi dell’Arte Contemporanea e delle sue molteplici applicazioni nel quotidiano, con un focus sul ritrovamento di un ruolo pubblico e sociale degli artisti e lo sviluppo di una nuova economia dei territori (lettera di supporto);

  1. Biblioteca Renato Nicolini, biblioteca che fa parte del circuito delle Biblioteche di Roma;

  1. Centro Nicoletta Campanella, centro polivalente dedicato alla memoria di Nicoletta Campanella che ospita diverse strutture tra cui il centro di formazione professionale e quello di orientamento al lavoro per i giovani e una banca del tempo.

  1. COL Corviale (Centro di Orientamento al Lavoro di Corviale.

CREDITI

Direzione artistica e project management Alice Fratarcangeli

Direzione organizzativa Vincenzo Pellegrini

Responsabile della Comunicazione Anna Maria Piccoli

Docenti dei laboratori

Videomaking Corviale Alberto Fabi, Monica Ramaccioni, Matteo Carbone

Visioni Attive Alice Fratarcangeli, Vincenzo Pellegrini, Anna Maria Piccoli, Roberta Zingaretti

CONTATTI

sito web www.cittavisualefestivale.it

mail: info@cittavisualefestival.it / organizzazione@cittavisualefestival.it

tel. +39 381725276

Contatto twitter: KM1_Città Visuale Festival

https://twitter.com/CittaVisuale

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Ufficio Stampa:

Fabiana Manuelli347 8263425 – fabianamanuelli@gmail.com

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Al via al CORVIALE il progetto “KM1 Città Visuale Festival” ultima modifica: 2018-06-04T21:27:16+01:00 da Cristiano Morelli