“Dipendenze giovanili: la dimensione del problema” di Giuliano Bertazzoni – Target Lab Ets

Estratto dell'intervento che Giuliano Bertazzoni di Target Lab Ets ha svolto durante l'incontro sulle dipendenze che Target Lab Ets ha organizzato lo scorso 17 marzo 2026 presso la Sala del Consiglio del 3° Municipio di Roma.

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Santa Maria della Pietà. Fotografia di Irene Vallerotonda

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Dipendenze giovanili: la dimensione del problema

Estratto dell’intervento che Giuliano Bertazzoni di Target Lab Ets ha svolto durante l’incontro sulle dipendenze che Target Lab Ets ha organizzato lo scorso 17 marzo 2026 presso la Sala del Consiglio del 3° Municipio.

https://www.romaoggi.eu/index.php/2026/03/17/incontro-sulle-dipendenze-e-mostra-fotografica-di-lucia-torrente/

  Mi occupo di dipendenze dalla fine degli anni ‘80 quando, prestando servizio in Pronto Soccorso, ho dovuto affrontare i problemi legati alla salute di coloro che usavano droghe o abusavano di sostanze, comunque lecite, ma dagli effetti nocivi sulla salute.

Mi riferisco a tempi lontani (oltre 30 anni fa) e da allora gli usi e i costumi della società sono cambiati, ed anche il mondo delle dipendenze ora riconosce nuovi protagonisti sia in tema di sostanze (lecite o illecite), sia in termini di utilizzatori, la cui età media è diminuita e la nostra preoccupazione va soprattutto ai più fragili: i giovani.

Quando ho iniziato ad occuparmi di questi problemi le intossicazioni più frequenti erano legate dall’abuso di alcol e all’uso di alcune droghe, generalmente oppiacei.

L’alcol fa parte delle nostre sane abitudini alimentari se il consumo è contenuto; l’eccessiva assunzione ne comporta effetti psicoattivi che lo rendono pericoloso sia per il consumatore che per il mondo intorno. Basta pensare alla possibilità di incidenti stradali dovute allo stato dell’automobilista (che sottovaluta l’effetto inibitorio dell’alcol sulla capacità di elaborare le percezioni visive e cognitive e guida in modo più rischioso), o alle risse scatenate da chi si sente euforico sotto ebbrezza alcolica.

L’età degli alcolisti cronici è generalmente più alta, ma l’intossicazione acuta saltuaria è alla portata di tutti, anche per il basso costo dell’approvvigionamento.

Più difficile è procurarsi droga: in passato le droghe basilari erano gli oppiacei (cosiddetta droga “giù”) e la cocaina (droga “su”). I grandi problemi di salute sono appannaggio soprattutto dei consumatori cronici anche perché sviluppano nel tempo due caratteristiche negative: la tolleranza (bisogno di aumentare la dose per raggiungere il “benessere” voluto) e la astinenza (il malessere che percepisce chi non riesce ad assumere la sostanza cercata).

Ora il mercato è cambiato.

Ci ha relazionato con dovizia di particolari la “Relazione annuale al Parlamento sul fenomeno delle tossicodipendenze in Italia”, pubblicata del 2025 nella VII conferenza Nazionale sulle Dipendenze. Il lavoro è stato prodotto dopo un’indagine sulla popolazione della scuola che conta complessivamente 6.000.000 di studenti.

I dati mostrano che nel 2024:

1) un minorenne su tre ha fatto uso di tabacco,

2) uno su quattro ha vissuto almeno un episodio di intossicazione alcolica,

3) uno su cinque ha tenuto comportamenti a rischio con i videogiochi,

4) il 17% ha manifestato un uso problematico e sconsiderato di internet.

5) 300.000 studenti minorenni riferiscono l’uso di almeno una sostanza illegale nel corso dell’anno.

Le sostanze illegali sono solo la punta dell’iceberg.

Le sostanze più tradizionali, come cannabis, cocaina e oppiacei, continuano a rappresentare la parte predominante del mercato illecito, ma si registra anche l’inserimento di Nuove Sostanze Psicoattive (NPS), sintetiche. –I sintetici sono sostanze progettate in laboratorio per mimare gli effetti stimolanti di sostanze naturali, come la cocaina, l’anfetamina. Sono spesso venduti online o per strada con nomi come “sali da bagno”, “incenso”, o “fertilizzante per piante”, talvolta etichettati erroneamente come “non per uso umano” per eludere le leggi antidroga-

Il consumo di queste sostanze nel 2024 è lievemente diminuito rispetto all’anno precedente, ma sono state identificate 79 Nuove Sostanze Psicoattive (NSP) sintetiche. Anche l’uso di cocaina è diminuito nel 2024, ma sempre circa il 2% degli studenti ha utilizzato la sostanza durante l’anno e 10.000 studenti riferiscono un consumo abituale almeno 10 volte al mese.

La cannabis è la sostanza più diffusa e, accanto al consumo di queste sostanze illegali, cresce l’uso di sostanze legali ad effetto psicoattivo. Oltre 500 mila studenti minorenni hanno fatto uso di tabacco nel corso del 2024 e quasi 360 mila minorenni hanno riportato almeno un episodio di intossicazione alcolica durante l’anno. Risultano inoltre rilevanti anche i dati relativi all’uso di psicofarmaci senza prescrizione medica: 180 mila minorenni, equivalenti al 12% degli studenti under 18, ne hanno fatto uso nel 2024.

Nel 2024 oltre 900mila giovani tra 15 e 19 anni, pari al 37% della popolazione studentesca, riferiscono di aver consumato una sostanza psicoattiva illegale almeno una volta nella vita e 620mila studenti (25%) nel corso dell’ultimo anno.

660mila studenti riferiscono di aver utilizzato cannabis almeno una volta nella vita, 520mila lo hanno fatto nell’ultimo anno; per 67mila studenti si è trattato di un consumo frequente (20 o più volte nel mese). La diffusione del consumo aumenta con l’età e si riscontra una prevalenza maggiore tra i ragazzi rispetto alle coetanee. 6 consumatori su 10 hanno utilizzato cannabis per la prima volta fra i 15 e i 17 anni, mentre oltre un terzo l’ha provata a 14 anni o meno.

Poco più di 280mila studenti (12%) hanno fatto uso di almeno una Nuova Sostanza Psicoattiva (NPS) nella vita e circa 140mila nel corso dell’anno.

Oltre 110mila ragazzi riferiscono uso di stimolanti (come amfetamine, ecstasy) nel corso della vita, quasi 59mila nel corso dell’ultimo anno e 16mila studenti li hanno consumati almeno 10 volte negli ultimi 30 giorni. Nel corso dell’ultimo anno, il consumo di stimolanti ha riguardato in particolare i ragazzi, specialmente i 15 e i 18 anni. Poco più della metà dei consumatori riferisce di aver usato per la prima volta stimolanti tra i 15 e i 17 anni e il 45% li ha utilizzati prima dei 15 anni. Dopo il picco del 2023, si registra nel 2024 una significativa diminuzione del consumo di sostanze stimolanti.

86mila studenti hanno fatto uso di allucinogeni nella loro vita, mentre 29mila nell’ultimo anno e 7mila li hanno consumati almeno 10 volte nell’ultimo mese. Il consumo di queste sostanze aumenta con l’età e riguarda prevalentemente i maschi; circa la metà dei consumatori ha iniziato tra i 15 e i 17 anni, mentre oltre un terzo li ha provati entro i 14 anni.

Oltre 77mila studenti riferiscono di aver assunto cocaina almeno una volta nella vita, oltre 45mila lo hanno fatto nel corso del 2024 e 10mila hanno usato la sostanza almeno 10 volte nell’ultimo mese. Il consumo cresce con l’età. Dopo un aumento nel periodo post-pandemico, nel 2024 si osserva una riduzione dei consumi.

Circa 55mila ragazzi hanno consumato oppiacei almeno una volta nella vita, quasi 30mila nel 2024 e 7mila ne hanno fatto un uso frequente (10 o più volte nell’ultimo mese).

Sono 45mila studenti (1,8%), senza differenze di genere, che hanno riferito di aver assunto sostanze senza conoscerne la natura e i possibili effetti. Nella maggior parte dei casi (70%), il consumo di sostanze sconosciute è avvenuto solo una o due volte nel corso della vita.

Tra coloro che hanno assunto sostanze sconosciute, il 78% ha affermato di non conoscere gli effetti che tali sostanze avrebbero potuto provocare. Le forme di assunzione più comuni risultano essere le pasticche (39%) e le sostanze liquide (32%).

Tra i poliutilizzatori si riscontrano percentuali molto più alte di altri comportamenti “a rischio”, come episodi di violenza (ad esempio colpire un insegnante o utilizzare un’arma), atti di vandalismo e problematiche con le Forze dell’Ordine, furti e danneggiamenti. Inoltre, si registrano percentuali marcatamente più elevate di consumo frequente di alcol ed eccessi alcolici e di consumo di psicofarmaci senza prescrizione medica.

Tra gli studenti, la percezione di un rischio elevato legato all’uso di sostanze psicoattive supera di poco il 50%. Una quota compresa tra il 52% e il 60% ritiene particolarmente rischioso l’uso di oppiacei, cocaina/crack, NPS, allucinogeni, stimolanti e il consumo abituale di cannabis. Al contrario, l’uso occasionale di cannabis è considerato pericoloso da meno di un terzo degli studenti. Chi fa uso di sostanze tende a percepirne un rischio significativamente inferiore.

La cannabis è percepita come la sostanza più facilmente reperibile. Le altre sostanze risultano meno accessibili

Tuttavia, tra i consumatori abituali l’accessibilità aumenta sensibilmente. Più del 40% di chi ne fa uso ritiene di potersi procurare le sostanze in strada, mentre circa un quinto lo farebbe tramite Internet.

I ragazzi che riferiscono una relazione di fiducia e supporto con i propri genitori, una buona comunicazione familiare e una percezione positiva di sé e delle proprie relazioni, mostrano meno frequentemente comportamenti legati all’uso di sostanze. Questi elementi sembrano incidere non solo sulla scelta di non iniziare a consumare, ma anche sul contenimento di eventuali altri comportamenti a rischio. Risulta evidente che la cura da parte dei genitori, intesa come monitoraggio attivo, accompagnamento affettivo e presenza attenta, più che come mero controllo o introduzione di regole, rappresenta un fattore protettivo rilevante rispetto al consumo di sostanze psicoattive.

Nuove dipendenze e comportamenti a rischio fra i giovani

Per quanto riguarda l’uso di Internet, nel 2024 oltre 320mila studenti (13%) presentano un utilizzo del web che può risultare a rischio, trascurando gli amici, perdendo ore di sonno per restare connessi e manifestando cattivo umore quando non vi hanno accesso. La percentuale di studenti a rischio si mantiene stabile rispetto all’aumento di questo fenomeno nel periodo post-pandemia.

In relazione al cyberbullismo, dopo l’incremento post-pandemico, il trend appare stabilizzato. Nel 2024, 1milione e 160mila giovani, pari al 47% della popolazione studentesca, riferiscono di essere stati vittime di cyberbullismo, ovvero di aver subito offese, insulti, minacce o la condivisione di foto personali, senza distinzioni di genere. I ragazzi, invece, sono quelli che più frequentemente riportano di essere stati autori di comportamenti violenti online, con un coinvolgimento complessivo di quasi 790mila studenti (32%).

Il fenomeno delle challenge, sfide online spesso intraprese tra i ragazzi per essere accettati in un gruppo o community, è in lieve aumento. Nel 2024, il 4,2% degli studenti ha ricevuto inviti per partecipare a una challenge e l’1,5% ha effettivamente preso parte a queste sfide.

Per quanto riguarda il ghosting, fenomeno che consiste nell’interruzione improvvisa di ogni contatto con una persona senza dare alcuna spiegazione, nel 2024 oltre 740mila studenti (30%) riferiscono di aver “ghostato” qualcuno, mentre quasi 680mila studenti (27%) riferiscono di essere stati vittime di ghosting. Entrambi i dati mostrano una lieve crescita rispetto all’anno precedente.

Nel mondo dei videogiochi, quando il gaming supera i limiti di un passatempo può sfociare in un comportamento a rischio e può influire negativamente sul benessere psicologico del giovane, sulle sue relazioni sociali e sul rendimento scolastico. Nel 2024, oltre 410mila studenti (17%) hanno mostrato un profilo di gioco “a rischio”: trascorrono molte ore a giocare e si arrabbiano se non possono farlo, principalmente tra i ragazzi. I valori sono simili a quelli registrati nel periodo pre-pandemia, con un trend stabile.

In stretta connessione con tali comportamenti, merita attenzione il fenomeno del ritiro sociale volontario, noto come Hikikomori. Nel 2024, oltre 48mila studenti (2%) hanno riferito di essersi auto-isolati per più di sei mesi, senza frequentare la scuola o incontrare amici e conoscenti. Un altro 2,3% di studenti segnala un periodo di isolamento tra i 3 e i 6 mesi, che può essere definito “pre-Hikikomori”. Le principali cause del ritiro sociale tra i ragazzi Hikikomori sono problemi psicologici (46%), la mancanza di voglia di vedere qualcuno (40%), difficoltà relazionali con amici o partner (33%), problemi familiari (24%) e fisici (21%).

Il gioco d’azzardo tra i giovani mostra un andamento in marcata crescita, raggiungendo il dato più alto di sempre. Nel 2024, 1milione e 530mila ragazzi, pari al 62% degli studenti, riferiscono di aver giocato d’azzardo almeno una volta nella loro vita, mentre oltre 1milione e 420mila ragazzi (57%) lo hanno fatto nell’ultimo anno. Tra i giochi più praticati ci sono Gratta&Vinci (76%), scommesse calcistiche (37%), poker, roulette e dadi (28%) e apparecchi da intrattenimento come slot machines e videolottery (26%); rispetto alle coetanee, i ragazzi giocano a tutti questi giochi in percentuale maggiore, ad eccezione dei Gratta &Vinci, per i quali la partecipazione femminile è superiore. Anche il gioco online è in costante aumento: nel 2024, 320mila ragazzi (13%) riferiscono di aver giocato d’azzardo su Internet.

Gli studenti appartenenti a queste categorie presentano una maggiore inclinazione verso comportamenti a rischio, tra cui furti, atti vandalici, conflitti con le Forze dell’Ordine e consumo di sostanze legali e illegali, rispetto ai coetanei che non praticano il gioco d’azzardo.

I dati riportati, presi da fonte così autorevole, ci devono far riflettere sul futuro dei nostri giovani.

Giuliano Bertazzoni nota bio

Giuliano Bertazzoni nasce a Milano nel 1950.

Laureato in Medicina e Chirurgia alla Sapienza di Roma nel 1975, ha prestato servizio come Direttore della Unità Operativa Complessa di Medicina d’Urgenza del Policlinico Umberto 1° di Roma dal 1991 al 2021.

Una volta in quiescenza ha appeso al chiodo il fonendoscopio portato per 50 anni circa e ha indossato la tracolla della Nikon:  così è esplosa la passione per la fotografia, passione sempre avuta e poco praticata nel corso della vita professionale.

La comunità del Policlinico  è stata sostituita dalla comunità dei fotografi; i congressi, le lezioni, le esercitazioni, i meeting sono stati sostituiti dai corsi di fotografia, workshop,  mostre e concorsi (fotografici).

Due sentimenti sono rimasti in comune tra il lavoro di ieri e l’hobby di oggi:  la passione  e l’emozione. Da Aprile 2025 è iscritto a Target Lab Ets- Laboratorio Sperimentale di Fotografia e Comunicazione.

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“Dipendenze giovanili: la dimensione del problema” di Giuliano Bertazzoni – Target Lab Ets ultima modifica: 2026-03-27T07:43:06+01:00 da Target Lab Ets