
Racconti Brevi
Nuovo appuntamento con la rubrica “Racconti Brevi” che Target Lab Ets dedica ai racconti fotografici, con un altro racconto breve di Pietro Coppa Ph, dedicato ad un vecchio detto popolare che si addice molto a Roma, capitale della cristianità.
Attraverso il suo racconto, il fotografo invita il pubblico a riflettere su come le esperienze personali e collettive plasmino la nostra percezione del mondo.
La rubrica vuole essere quindi dedicata alla ricerca personale dei singoli autori attraverso un processo di intermediazione del testo e delle foto supervisionati dal team di Target Lab Ets, Laboratorio Sperimentale di Fotografia e Comunicazione, ma anche rappresentare un momento di divulgazione e promozione della cultura fotografica. In questa ottica saranno affrontati diversi aspetti della narrazione fotografica attraverso articoli, interviste e monografie con gli opportuni collegamenti con le altre rubriche che Target Lab Ets gestisce su Romaoggi.eu.
Seguite “Racconti Brevi” evolverà nel tempo, portando alla luce le storie straordinarie che si nascondono dietro ogni scatto fotografico. Restate sintonizzati per ulteriori articoli, interviste e approfondimenti che alimenteranno il dibattito sulla fotografia e sulla narrazione visiva.

L’abito e il monaco
Qualche sguardo lievemente ironico
Roma è Roma, questo lo sanno tutti, e come capitale della cristianità cattolica da duemila anni è ovviamente piena di chiese, luoghi di pellegrinaggio, e soprattutto religiosi e religiose di ogni ordine e grado, fino a quello supremo.
Recita un vecchio detto che “l’abito non fa il monaco”, nel senso che la saggezza popolare ha intuito molto bene quello che numerosi studi di psicologia hanno certificato sul rapporto complesso e contraddittorio tra personalità individuale e funzione sociale, e su quanto l’abito o l’uniforme che indossiamo di volta in volta influenzi e in molti casi modifichi, arrivando fino a rovesciarli, orientamenti, sensibilità e comportamenti di ognuno di noi.
Senza scomodare la banalità del male, Abu Ghraib o gli esperimenti di Philip Zimbardo, che sono cose gravi e serie, approfittando della presenza preponderante soprattutto nel quartiere di Borgo, in cui abito, di uniformi ecclesiastiche, abiti talari e vesti distintive dei vari ordini religiosi, ho provato invece a gettare uno sguardo lievemente beffardo sul punto in cui l’abito si raggrinzisce lasciando trapelare qualcosa di più personale nel monaco sottostante, o si irrigidisce creando qualche surreale contrasto con il contesto in cui si trova.
© 2026 Pietro Coppa – Target Lab Ets

Pietro Coppa Nota Bio
Pietro Coppa nasce a Roma nel 1955. Fin dall’inizio degli anni ‘70 inizia ad appassionarsi alla fotografia, con qualche pubblicazione su giornali e riviste dell’epoca.
Pur non avendo trasformato in seguito questa passione in una attività professionale, continua comunque ad occuparsi di fotografia a livello amatoriale nei decenni successivi.
Nel periodo attuale, con più tempo a disposizione, ha intensificato l’impegno in questo settore dedicandosi sia alla produzione di immagini analogiche che alla produzione di foto digitali.
Ha al suo attivo pubblicazioni recenti sia su riviste digitali (Private Photo Review, Artdoc) che su media cartacei (Mind). Da marzo 2025 è iscritto a Target Lab Ets – Laboratorio Sperimentale di Fotografia e Comunicazione.







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Editing fotografico a cura di Alessandro Lisci – Target Lab Ets
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