Musja, il nuovo museo privato di Roma

Il prossimo 8 ottobre, con “Chi ha paura del buio?“, del progetto “The dark side“, inaugura a Roma, in via dei Chiavari 7, Musja. 

Dopo il primo anno di vita come laboratorio di sperimentazione multidisciplinare, “Musia” diventa “Musja” (Museo Jacorossi) e in autunno cambia pelle, trasformandosi in museo privato, per offrire al pubblico un articolato programma artistico e culturale, all’interno di uno spazio che sarà interamente dedicato all’arte contemporanea.

Il nuovo Museo raccoglie e custodisce, sin dalla rinnovata denominazione, la preziosa eredità culturale e la vasta collezione del fondatore Ovidio Jacorossi, le cui opere saranno esposte a rotazione in occasione di mostre dedicate o nell’ambito di progetti espositivi inediti, con uno sguardo sempre attento alle tendenze più innovative del panorama contemporaneo internazionale.

Con la nascita di Musja, la famiglia Jacorossi dona un nuovo Museo alla città di Roma e a tutto il Paese, mettendo a disposizione della collettività una collezione d’arte che rappresenta il risultato di una lunga storia umana e imprenditoriale, segnata dalla centralità del valore della persona e dal riconoscimento dell’importanza della creatività nello sviluppo del potenziale di ogni individuo.

Musja si propone di essere un punto di riferimento per il pubblico locale, nazionale e internazionale, promuovendo un approccio culturale dinamico che valorizzi il ruolo dell’arte in quanto strumento fondamentale per la crescita del singolo e della società.

Lo spazio. Ideato e realizzato da Ovidio Jacorossi nel cuore del centro storico di Roma, lo spazio è stato ristrutturato nel 2017 dall’architetto Carlo Iacoponi con un progetto che ha esaltato l’unicità di una struttura – circa 1.000 metri quadrati – incastonata all’interno di un edificio storico nato sulle antiche rovine del Teatro di Pompeo. Un gioiello architettonico che nei suoi più piccoli dettagli racconta il grande lavoro di recupero, compiuto preservando la stratificazione e la presenza di elementi architettonici di epoche diverse – dall’età romana al Rinascimento – come il cinquecentesco cortile attribuito a Baldassarre Peruzzi, letteralmente “attraversato” dallo spazio espositivo grazie a una suggestiva volta trasparente che ne svela la visione d’insieme. Accenni di affreschi, capitelli e lesene affiorano così tra le opere d’arte, instaurando un continuo gioco di specchi tra il contemporaneo e la storia ultracentenaria di questo luogo.

La collezione. Esiste un legame forte, indissolubile tra la storia della famiglia Jacorossi e il collezionismo d’arte. Nella fase di massima espansione industriale, il gruppo, su particolare impulso di Ovidio Jacorossi, inizia a interessarsi dell’arte del ‘900 italiano, con Roma come epicentro, nelle sue varie sfaccettature. Le acquisizioni di dipinti, sculture, fotografie, disegni, modernariato, design si susseguono con grande dinamismo. In particolare, presenti in collezione testimonianze dei movimenti simbolista e divisionista di fine ‘800 e inizi ‘900 fino al Futurismo, con l’Autoritratto di Giacomo Balla tra le opere più significative. Spazio anche alla Metafisica e al Surrealismo di Giorgio De Chirico e Fabrizio Clerici. Figurano inoltre tra gli autori: Arturo Martini, Mario Sironi e la Scuola Romana con Antonietta Raphäel, Mario Mafai e Corrado Cagli. Ancora, l’Astrattismo di fine anni ’40 e ’50, e gli anni ’60 raccontati attraverso i lavori della nuova Scuola Romana di Piazza del Popolo. Arte Povera e Arte Concettuale hanno tra gli esempi più rappresentativi opere di Pistoletto, di Luciano Fabro e di Gino Paolini. Presenti anche lavori legati al periodo della Transavanguardia e ai Nuovi Figurativi.
Le opere della collezione saranno esposte a rotazione in occasione di mostre ed eventi, nonché disponibili per iniziative in altri musei nel mondo.

La storia del gruppo Jacorossi. Il progetto Musja nasce dall’esperienza pluridecennale della realtà imprenditoriale del gruppo Jacorossi e dalla determinazione che da sempre anima Ovidio Jacorossi: promuovere l’arte contemporanea come strumento di creatività per la persona e per l’impresa, nell’intento di renderla accessibile al maggior numero possibile di fruitori. In un percorso parallelo tra arte e azienda, fondato sull’idea della centralità dell’uomo nel processo economico, l’esperienza Jacorossi testimonia il valore della continuità generazionale nelle imprese di famiglia. Musja nasce infatti in via dei Chiavari, luogo-simbolo della famiglia Jacorossi: è qui che Agostino, nonno di Ovidio, inizia nel 1922 l’avventura imprenditoriale con un piccolo negozio di carbone. Alla morte prematura del padre, il giovane Ovidio e il fratello Angelo, ancora adolescenti prendono le redini dell’attività, trasformando l’azienda, tra gli anni ’80 e ’90, nel decimo gruppo industriale italiano. Il marchio Jacorossi si colloca così tra i protagonisti del processo di modernizzazione del Paese, ponendosi all’avanguardia nel settore energetico affiancando a questo una serie di attività collaterali sempre legate all’innovazione e allo sviluppo delle nuove tecnologie.

Arte e Impresa. Per il Gruppo Jacorossi arte e impresa sono un binomio vincente, basato sulla consapevolezza che il perseguimento del profitto e l’interesse collettivo possono trovare un punto d’incontro attraverso l’arte, che diviene così un potente strumento di comunicazione e di promozione. Negli anni il Gruppo ha sostenuto numerose iniziative a partire dalle nuove infrastrutture tecnologiche all’interno del Museo Guggenheim di Venezia nel 1984. A seguire, altri investimenti nel 1990 al Palazzo delle Esposizioni a Roma e nel 1992 al Palazzo Ducale di Genova. Jacorossi arriva a gestire in contemporanea 20 attività collaterali (biglietteria, sorveglianza, fototeca, caffetteria, ristorante bookshop) ed è proprio da questa intuizione, tra l’altro, che prende linfa la successiva “legge Ronchey”, con la quale lo Stato italiano ha sancito nuovi criteri di affidamento delle attività accessorie nei musei e negli spazi espositivi pubblici.

Il programma. Il nuovo programma di Musja inaugura l’8 ottobre 2019 con la prima mostra del progetto “The Dark Side”, trilogia a cura di Danilo Eccher ideata appositamente per i particolari spazi del museo disposti su due livelli. Il focus è sul lato oscuro che appartiene all’uomo e alle vicende della vita, ai pensieri inespressi e i segreti dell’anima, ma anche sull’impegno di questa sfida, sul coraggio di attraversare il buio, sulla necessità di oltrepassare la paura. Il programma di Musja prevede l’alternarsi della trilogia “The Dark Side” con mostre personali e progetti espositivi interamente dedicati alla collezione Jacorossi.

Musja, il nuovo museo privato di Roma ultima modifica: 2019-09-08T19:06:07+01:00 da Federica Pansadoro