REFERENDUM GIUSTIZIA -intervista al Prof Alessio Ciasco

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REFERENDUM GIUSTIZIA RELATIVO ALLA RIFORMA COSTITUZIONALE SULLA SEPARAZIONE DELLE CARRIERE OVVERO NORME IN MATERIA DI ORDINAMENTO GIURISDIZIONALE E DI ISTITUZIONE DELLLA CORTE DISCIPLINARE LEGGE 253 30/10/2025

Intervista di Barbara Castellani.

In data 22-23 Marzo, i cittadini dovranno esprimersi sulla Riforma Costituzionale, abbiamo incontrato l’Avv. penalista, tributarista e neo Presidente del Partito Italia 2.0 Prof. Alessio Ciasco per comprendere cosa si vota sul Referendum sulle separazione delle carriere. Il Prof. Alessio Ciasco, all’interno del suo Studio romano ci spiegherà il perché votare Si o perché votare NO.
I quesiti referendari su cosa verteranno? “I 5 Quesiti sui quali saremo chiamati ad esprimerci
1) Riforma del CSM
2) Equa valutazione dei Magistrati
3) Separazione delle carriere tra magistrati e Giudici
4) Limiti alla custodia cautelare
5) Abolizione del Decreto Severino

Il primo quesito riguarda la Riforma del CSM, l’Organo di autogoverno dei Magistrati che, per 2/3 è composto da Magistrati eletti. Con il SI al Referendum si elimina il peso delle selezioni delle candidature guidate dalle correnti,  come attualmente in vigore; infatti, il CSM è presieduto dal Presidente della Repubblica, dal Presidente della Suprema Corte di Cassazione e dal Procuratore Generale della Corte stessa. Gli altri 24 membri, sono eletti, dai componenti della Magistratura per 2/3 e per 1/3 dal Parlamento in seduta comune. Dunque, un Magistrato che voglia candidarsi a far parte del CSM deve raccogliere tra le 25 e le 50 firme dei propri colleghi, per questo ha necessità dell’appoggio delle correnti”.
Che cosa sono le correnti?
“Le correnti sono una sorta di Partiti che, influenzano le decisioni, le indagini ed intervengono nell’assegnazione di incarichi e delle destinazioni dei Magistrati”.
Cosa succede se voto SÌ?
Viene abrogato, per un Magistrato l’obbligo di trovare 50 firme, si tornerebbe quindi alla Legge originale del 1958, cosicché tutti i Magistrati saranno eletti esclusivamente sulle proprie capacità
professionali e personali e non per gli interessi delle correnti”.
Quindi, in caso di vittoria del SI cosa cambierebbe per il cittadino?
“Cambierebbe l’influenza che, le correnti hanno nelle decisioni della Giustizia, facciamo un esempio: immaginate che fossimo sottoposti ad indagine ma che, quel magistrato non può archiviare la nostra indagine, in quanto ha un ordine di corrente, a quel punto il Magistrato rinvierebbe a giudizio e il Giudice che, dovrebbe giudicare, con quale libertà di decisione e soprattutto con quale indipendenza di decisione potrebbe giudicare se appartiene alla stessa corrente?”
Quanto costano ai cittadini, tutti questi processi, spinti da correnti?

“In media un Processo penale monocratico costa dai 5.000 ai 12.000 euro a cittadino se, passasse la Riforma costituzionale il costo della giustizia scenderebbe almeno del 40%, facendo si che i soldi utilizzati per queste attività fossero impegnati in altro”.
Il Secondo quesito ossia l’equa valutazione dei Magistrati in cosa consiste?
“La valutazione della professionalità e della competenza dei magistrati è valutata dal CSM che decide sulla base di valutazioni fatta dal Consiglio giudiziario territoriale, nei quali però decidono solo i magistrati, con il referendum si vuole estendere anche ai rappresentanti dell’Università e dell’Avvocatura nei Consigli giudiziari la possibilità di avere voce in capitolo nella valutazione”.
Consigli giudiziari: chi li compone e come lavorano?
“Sono organismi territoriali composti da magistrati, ma anche da membri “non togati”: avvocati e professori universitari in materie giuridiche. Questa componente laica, che rappresenta un terzo dell’organismo, è però esclusa dalle discussioni e dalle votazioni che attengono alle competenze dei magistrati, limitata al ruolo di “spettatore”. Solo i magistrati, dunque, hanno oggi il compito di giudicare gli altri magistrati. Una condizione che è addirittura in contrasto con lo spirito della Costituzione, che ha voluto che nel CSM vi fosse una componente non togata con eguali poteri dei componenti magistrati.”
Che cosa prevede il terzo quesito?
“SEPARAZIONE DELLE CARRIERE DEI MAGISTRATI SULLA BASE DELLA DISTINZIONE TRA FUNZIONI GIUDICANTI E REQUIRENTI. In questo campo bisogna capire che l’attività giudicante debba essere separata da quella inquirente che cosa avviene oggi i magistrati sono nello stesso medesimo momento inquirenti e giudicanti entro il primo anno di carriera, infatti, gli stessi possono decidere se fare il ruolo di giudicante e il ruolo di pubblico ministero, capite che la visione garantista nei confronti del giudizio è distorta da una funzione sicuramente inquirente’
Che cosa succede se vince il SI?
“La custodia cautelare, cioè il carcere preventivo rispetto alla condanna definitiva e spesso rispetto a una qualsiasi condanna anche non definitiva, è una pratica di cui si abusa. Da strumento di emergenza è stato trasformato in una vera e propria forma anticipatoria della pena. Ciò rappresenta una palese violazione del principio costituzionale della presunzione di non colpevolezza e ha costretto migliaia di donne e uomini accusati di reati minori, addirittura poi assolti, a conoscere l’umiliazione del carcere prima di un processo.”
Che cosa succede se vince il NO?
“Resterebbe in vigore la carcerazione preventiva per chi commette reati più gravi e si abolirebbe la possibilità di procedere alla privazione della libertà in ragione di una possibile “reiterazione del medesimo reato”. Questa è la motivazione che viene utilizzata più di frequente per disporre la custodia cautelare, molto spesso senza che questo rischio esista veramente.”


5º quesito ABOLIZIONE DEL DECRETO SEVERINO che cosa prevede?
“La decadenza automatica di sindaci e amministratori locali condannati ha creato vuoti di potere e la sospensione temporanea dai pubblici uffici di innocenti poi reintegrati al loro posto. Il referendum elimina l’automatismo e restituisce ai giudici la facoltà di decidere se applicare o meno l’interdizione dai pubblici uffici”.
Che cosa prevede la legge Severino?

“Il decreto legislativo che porta la firma dell’ex ministro della Giustizia Paola Severino prevede incandidabilità, ineleggibilità e decadenza automatica per i parlamentari, per i rappresentanti di governo, per i consiglieri regionali, per i sindaci e per gli amministratori locali in caso di condanna. Ha valore retroattivo e prevede, anche a nomina avvenuta regolarmente, la sospensione di una carica comunale, regionale e parlamentare se la condanna avviene dopo la nomina del soggetto in questione. Per coloro che sono in carica in un ente territoriale basta anche una condanna in primo grado non definitiva per l’attuazione della sospensione, che può durare per un periodo massimo di 18 mesi”.
Questa legge ha funzionato e diminuito la corruzione?
“Nella stragrande maggioranza dei casi in cui la legge è stata applicata contro sindaci e amministratori locali, il pubblico ufficiale è stato sospeso, costretto alle dimissioni, o comunque danneggiato, e poi è stato assolto perché risultato innocente. La legge Severino ha esposto amministratori della cosa pubblica a indebite intrusioni nella vita privata”.
Che cosa succede se vince il SÌ?
“Con il sì viene abrogato il decreto e si cancella così l’automatismo: si restituisce ai giudici la facoltà di decidere, di volta in volta, se, in caso di condanna, occorra applicare o meno anche l’interdizione dai pubblici ufficio”.

Barbara Castellani

REFERENDUM GIUSTIZIA -intervista al Prof Alessio Ciasco ultima modifica: 2026-01-30T11:32:29+01:00 da admin