“Ogni volta che guardi il mare”al teatro Lo Spazio fino al 21 febbraio

"Ogni volta che guardi il mare" la storia di Lea Garofalo, al teatro Lo Spazio

“Ogni volta che guardi il mare” la storia di Lea Garofalo, uccisa dalla ‘ndrangheta

Al teatro “Lo Spazio” fino al 21 Febbraio 2016 “Ogni volta che guardi il mare” straordinario ed intenso monologo scritto da Mirella Taranto, con una talentuosa Federica Carruba Toscano, per la regia di Paolo Triestino. Un testo che affronta il tema dell’illegalità, dell’omertà e della violenza, attraverso lo sguardo dolce di due donne, che si oppongo al sistema mafioso, due eroine dei nostri giorni.
Una storia drammatica, vera, di due fuggitive destinate all’esilio fisico e sentimentale, obbligate al dolore del ricordo evocato in continuazione per cercare di cristallizzare quei pochi attimi di gioia e di vita semplice, in una Calabria fatta di odori forti, sapori intensi ed emozioni viscerali che Sara, in scena Federica Carruba Toscano, ricerca, rievoca in ogni dove ma sopratutto nella sua memoria, per non abbandonare i ricordi, unica ancora e certezza del suo passato e del intenso rapporto con la madre Lea.
Tratto da atti processuali e lettere scritte, “Ogni volta che guardi il mare” ricostruisce per emozioni, la storia vera di Lea Garofalo, testimone di giustizia, strangolata e bruciata per ordine della ‘ndrangheta nel 2009, all’ età di 35 anni, per essersi opposta al sistema di cosche, vendette e criminalità in cui era coinvolta la famiglia di origine, condannata grazie a lei e alla figlia, a quattro ergastoli per gli autori del delitto e a svariati anni di carcere per complici e affiliati.

ogni volta che guardi il mare
Federica Carruba Toscano

Le parole di Sara (trasfigurazione scenica della figlia di Lea, Denise, che oggi ha 24 anni e vive sotto scorta e in località segreta per aver contribuito all’arresto del padre e dei suoi complici) rappresentano un saluto e un gesto di profondo amore per una madre di cui si ricordano innanzitutto la risata “Quell’ esplosione improvvisa che uccideva la paura”; la capacità di nutrire speranza, nonostante le innumerevoli sofferenze; il coraggio di dire no a un universo in cui regole non scritte stabiliscono ogni cosa; l’insegnamento del valore dell’indipendenza e dell’amore, inteso come libertà assoluta. Di andare e di tornare, di scegliere la via, anche se questa portava lontano. Perché l’amore è anche lasciare, quando restare significa tradire se stessi“.
Unico cruccio, il dialetto a volte un po troppo stretto, che riduce capacità di comprensione letterale del testo, ma che per musicalità ed espressività dona al racconto forza, dolcezza e prepotenza là dove l’italiano non riuscirebbe a veicolare con la stessa intensità e maestria.
Da non perdere al Teatro Lo Spazio,http://www.teatrolospazio.it, fino al 21 febbraio 2016!

Articolo di Antonietta Di Vizia

“Ogni volta che guardi il mare”al teatro Lo Spazio fino al 21 febbraio ultima modifica: 2016-02-12T13:13:08+02:00 da Antonietta Di Vizia