Al Teatro Delle Muse “Lascio alle mie donne”

L’AMORE FISICO E METAFISICO DI DIEGO FABBRI AL TEATRO DELLE MUSE “LASCIO ALLE MIE DONNE”

Sara’ forse, per una alchemica coincidenza che a Roma, proprio in via Forlì, al Teatro delle Muse, http://www.teatromuse.it/,  Geppi  Di Stasio  porta in scena  Lascio alle mie donne, commedia in due atti, composta dal celebre drammaturgo e sceneggiatore forlivese Diego Fabbri, nel 1969, nel rovente clima della contestazione e dell’emancipazione femminile…La rappresentazione, che ha preso il via mercoledì  25 maggio 2016, sara’ replicata fino alla pomeridiana di domenica 29Sono trascorsi quasi 50 anni, molti nodi sono ancora irrisolti, ma al di là delle convenzioni  l’amore percorre le sue vie che, per quanto tortuose, diventano facili e quasi inevitabili.  Se la chiave di interpretazione del sentimento piu’ elevato dell’uomo e’ in Fabbri per certi aspetti addirittura religiosa,  Geppi Di Stasio prepara la sua magica pozione teatrale, mescolando ingredienti metafisici e citazioni finali.

Lascio alle mie donne

Renato, titolare di un avviatissimo studio legale, ricco e celebre seduttore, viene a mancare all’affetto delle sue donne:  la moglie, Virginia,  e l’amante, Olga.  Lo spirito allegro (per citare impropriamente Coward) e la voce decisa del trapassato (Di Stasio) aleggiano sul palcoscenico all’apertura del testamento nelle mani del quantomeno eccentrico notaio Artusi. Le sorprese, come e’ noto, sono sempre dietro l’angolo negli studi notarili; ma chi mai potrebbe immaginare una clausola, una ‘conditio sine qua non’ tanto bizzarra, come quella imposta dal defunto alle due signore, di incontrarsi cordialmente un’ora al giorno, per un anno intero? Sarà arduo anche l’incarico imposto al tremebondo ma diligentissimo notaio dal suo vecchio amico scomparso: dovrà garantire la severa e meticolosa applicazione dell’inconsueta postilla testamentaria, per evitare che tutti i beni finiscano nelle casse dell’amato Circolo della Caccia.

Inizia così in “Lascio alle mie donne”, un gioco delle parti, con tante scuse a Pirandello, nel quale i personaggi non danno mai l’impressione di cercare l’autore. Convincenti la saggia e appassionata consorte Virginia (Manuela Atturo)  Olga (Patrizia Bellucci) l’amante capricciosa ma in fine piuttosto comprensiva, il notaio Artusi (Cristiano Vaccaro) a volte esilarante e dalla mimica inarrestabile. Completano la scena  Rosauro (Stefano Santini) un maggiordomo con la meta’ femminile decisamente ipertrofica, Gaetano (Filippo Bubbico) segretario sornione del notaio e la ‘terza incomoda’ beata giovinezza,  signorina Venieri  (Angela Salustri). Citazioni dovute per  Marco de Gregori (fotografia) e Andrea Bruno (luci).  

Articolo di Roberto Atturo            

          

Al Teatro Delle Muse “Lascio alle mie donne” ultima modifica: 2016-05-27T09:24:19+01:00 da Antonietta Di Vizia