LA CRISI DEL PETROLIO

La Crisi del Petrolio? Analisi a cura di Andrea Vedovati

WARREN BUFFET COMPRA IL TITOLO DI UNA RAFFINERIA DI PETROLIO

In questi giorni le quotazioni del petrolio hanno raggiunto i 30 dollari, livello che non si vedeva dal 2003. Quali sono le cause di questa debacle?
1) La fine del super ciclo delle materie prime cominciato nel 2000 e terminato nel 2014. Le materie prime vivono di cicli cosi detti “secolari”, durano circa 15-20 anni per poi sopirsi per altri 15-20 anni, per poi ricominciare. Così insegna la storia. La domanda Cinese è stata il principale driver degli ultimi 14 anni, ma proprio la sua debolezza, ne ha determinato la fine qualche mese fa. In attesa di capire se la congiuntura cinese è destinata ad un normalizzazione soft o hard, non si intravedono per ora nuovi catalist rialzisti per la domanda di materie prime all’orizzonte.
2)Lo shale gas americano. Negli ultimi anni gli Usa sono diventati indipendenti dal punto di vista della produzione di energia, grazie allo sfruttamento delle immense riserve di gas e greggio presenti nelle sabbie bituminose e nelle rocce scistose del suo territorio. Tutto ciò ne ha fatto aumentare l’offerta su scala globale.

3)La fine delle sanzioni all’ esportazione di petrolio per l’Iran. Infatti di qui a 6 mesi l’Iran riverserà una quantità enorme di barili di greggio sul mercato, saturando l’offerta.

4) L’accordo sul clima raggiunto tra le principali potenze mondiali il mese scorso a Parigi. Per limitare l’aumento delle temperature globali entro 1,5 gradi, si è deciso di investire in nuove tecnologie per tentare nel tempo di superare la dipendenza dai combustibili fossili.
I paesi Opec non sembrano voler porre rimedio alla caduta delle quotazioni, mediante tagli di produzione. Anzi, l’Arabia Saudita, principale produttore di petrolio, vuole approfittare della situazione per mettere fuori mercato i produttori di shale – oil americani, che hanno un costo molto elevato di estrazione, intorno ai 50-70 dollari. Per questo è prevedibile che per i prossimi 6 mesi non si verifichino grandi rimbalzi delle quotazioni di petrolio.

petrolioAlcuni analisti si sono sbizzarriti nel lanciare target ribassisti sul greggio, spingendosi fino 15-20 dollari. Vedremo fin dove si spingeranno le quotazioni. Intanto gli investitori contrarian value possono sfruttare l’occasione per accumulare titoli petroliferi sempre più a buon mercato, in particolare le aziende raffinerie. Per chi non vuole avventurarsi in titoli esotici, la domestica Saras, offre buone potenzialità rivalutazione grazie al buon andamento del margine di raffinazione. Warren Buffet, come sempre non si è lasciato scappare l’opportunitaà, ed ha accumulato il 15 % del titolo Phillips 66, la più importante azienda raffinera americana. Quando la benzina costa meno, il consumatore ne beneficia in termini di aumento del potere d’acquisto. Ma la recessione che attanaglia i paesi produttori di petrolio e materie prime e i prevedibili fallimenti delle aziende americane di shale – oil ( fortemente esposte verso le banche ), costituiscono un fattore di forte indebolimento ciclico. Ne seguiremo gli sviluppi con grande attenzione!

Analisi di Andrea Vedovati.

 

LA CRISI DEL PETROLIO ultima modifica: 2016-02-02T19:01:30+02:00 da Antonietta Di Vizia