“GiroGiroTondo per non dimenticare” al Teatro Lo Spazio

Successo per Girogirotondo al Teatro Lo Spazio a Roma

GiroGiroTondo…al teatro Lo Spazio per non cadere giù una altra volta.

Emozionante “GiroGiroTondo per non dimenticare”, il Concerto per musica e parole andato in scena al Teatro “Lo Spazio”, http://www.teatrolospazio.it, il 2 febbraio 2016, data unica. Una serata evento per non dimenticare gli orrori della guerra, ma anche per ricordare i 15.000 bambini deportati da Praga a Terenzin, da cui in meno di cento fecero ritorno. Frammenti di poesia, disegni, emozioni che sono giunti a noi dopo anni e che sono andati in scena accompagnati da un trio di musicisti straordinari, trascinando lo spettatore nell’orrore di quel campo di concentramento, ma anche nelle tenerezza del ricordo di quei piccoli angeli sopraffatti dalla barbarie e dalla violenza. Meritati applausi per i protagonisti in scena: Gaia Riposati per i testi e la regia, per la parte concerto al violino Marco Valabrega, al contrabbasso Marco Camboni, alla fisarmonica Gianluca Casadei.

girogirotondoGiroGiroTondo, casca il mondo, casca la terra, tutti giù per terra… una delle filastrocche piu’ cantate ed amate dai bambini, anche quelli che purtroppo furono deportati durante il secondo conflitto mondiale, un girogirotondo per non dimenticare l’orrore e anzi per combatterlo con la memoria. Fra il ’40 e il ’45, 15.000 bambini, anche piccolissimi, furono portati a Terezin, deportati in un campo di passaggio, tappa di un viaggio, destinazione Auschwitz. Meno di cento fecero ritorno a casa alla fine della guerra, nessuno aveva meno di 14 anni. Alla liberazione, al loro arrivo, gli alleati non trovarono mucchi di cadaveri, ma mari di poesie e di disegni. Nel buio di quegli anni assurdi, in quegli spazi sospesi nell’occhio del ciclone, quei 15.000 bambini hanno incontrato, oltre ai loro orribili aguzzini, delle persone straordinarie, reclusi come loro, privati della libertà come loro, condannati come loro, ma capaci di amare e di salvare, se non i loro corpi, almeno il loro spirito. Queste persone con grande coraggio, con determinazione, con incredibile forza, hanno colorato quei giorni e ridisegnato i confini dell’orrore, regalando ai bambini l’infinito spazio della creatività. Gli hanno insegnato a disegnare il loro mondo, a cantare i loro sogni per non perderli mai. Di loro ci restano parole e immagini pure e sconvolgentemente consapevoli, cristalli di idee, ricordi di un canto, melodie di memoria. Farfalle in volo che giocano e si inseguono fra disegni e poesie sul filo dell’inchiostro e della fantasia.

L’uomo può scegliere. Può scegliere chi essere. Può scegliere di combattere l’ orrore con la ragione, senza perdere la speranza e la meraviglia verso il mondo, quella che ha aiutato a sopravvivere, almeno nel ricordo, i bambini di Terenzin.

Articolo di Antonietta Di Vizia

 

“GiroGiroTondo per non dimenticare” al Teatro Lo Spazio ultima modifica: 2016-02-03T11:05:39+02:00 da Antonietta Di Vizia